2018: Buon anno del cane della terra!

Avete messo lo spumante in fresco? Avete preparato cappellini, musica e trenino? Avete in cucina zampone e lenticchie… anzi no… ravioli al vapore e riso alla cantonese? No perchè  stasera si aspetta l’anno nuovo!!! Domani tutto l’oriente festeggia il capodanno che ci introduce in quello che, secondo l’oroscopo cinese, sarà l’anno del cane della terra!

Per chi non conosce come funziona l’oroscopo cinese faccio un breve riepilogo, iniziando dal calendario che non è solare come il nostro ma lunisolare. Cioè l’inizio dell’anno varia in base al novilunio, in una data che può variare dal 21 gennaio al 19 di Febbraio: quest’anno è il 16 Febbraio mentre lo scorso anno il capodanno fu il 27 Gennaio. Dall’inizio dell’anno inizia un segno zodiacale che termina al primo novilunio dell’anno successivo: i conseguenza, se siete nati tra Gennaio e Febbraio e volete conoscere il vostro segno zodiacale, dovete consultare il giorno preciso sul calendario astrologico cinese su Wikipedia.

Ma la cosa non finisce qui perchè i segni dello Zodiaco Cinese (Topo, Bufalo, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane,  Maiale) che si ripetono ogni 12 anni, si dividono in segni yin e segni yang e soprattutto si combinano con i 5 elementi alla base della teoria dei 5 agenti. Questa teoria, usata in molti campi, tra cui la medicina tradizionale cinese, prevede  5 elementi  (Legno, Fuoco, Terra,  Metallo, Acqua) che tra di loro si generano e si controllano per garantire l’armonia: nell’universo,  nella natura e  nel corpo umano.  Per farla breve,  la combinazione tra i segni zodiacali e i 5  elementi genera un calendario in cui una combinazione segno-elemento si ripete ogni 60 anni. Perciò domani inizierà:

L’anno del cane (yang) legato all’elemento Terra.

Caratteristiche del segno del  Cane:

  • fedeli
  • leali
  • gentili
  • calmi e meditativi
  • a volte eccentrici e egoisti.

Caratteristiche dell’elemento Terra:

  • colore = giallo
  • sapore = dolce
  • movimento = crescita, nutrimento, trasformazione e mutamento
  • punto cardinale = il centro
  • clima = freddo umido
  • stagione = tarda estate.

p.s. Se volete assistere ai festeggiamenti del Capodanno cinese cercate fra quelli che si svolgeranno nelle grandi città nel prossimo week-end. Le comunità cinesi di Milano, Roma, Torino, Prato e Padova dovrebbero festeggiarlo…

Auguri 2018 - Foto trovata su Internet

Auguri 2018 – Foto trovata su Internet

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5° Nonantola Taiji e Daoyin QiGong Festival

Locandina Festival

Locandina Festival

I prossimi 24 e 25 Febbraio 2018 ritorna a Nonantola (Mo) per la quinta volta il Festival dedicato al Taijiquan e al Daoyin QiGong. Per due giorni il Palasport di via Mazzini ospiterà esibizioni di gruppi provenienti da tutta Italia, gare e seminari. La manifestazione ha come obiettivo quello di far incontrare i praticanti di queste discipline, permettere  di presentare i loro esercizi e proporre seminari formativi, al fine di divulgare il più possibile lo spirito, la cultura, la teoria e la tecnica di queste discipline, in un ambiente amichevole e accogliente per tutti.

Il sabato pomeriggio si terrà il Seminario di Daoyin Yangsheng gong – “2° Forma per il benessere di Milza e Stomaco” tenuto dal maestro Fabio Smolari, allievo diretto del Prof. Zhang Guangde dell’Università di Educazione Fisica di Pechino mentre durante tutta la giornata di Domenica 25 Febbraio si terranno le esibizioni e gare di singoli e gruppi di Taijiquan, Daoyin Qigong, Tuishou.

Maggiori informazioni, foto, video e regolamenti alla Pagina Facebook Ufficiale della manifestazione

Costi: iscrizioni per il seminario del sabato 40€, iscrizioni per esibirsi la domenica 10€. Ingresso gratuito per il pubblico.

Locandina Seminario

Locandina Seminario

Il libro “Daoyin Yahgsheng Gong” di Zhang Guangde è ora disponibile come ebook.

Copertina del libro:

Copertina del libro: “Daoyin Yahgsheng Gong”

Fino a qualche mese fa il libro che vedete qui accanto era una sorta di sacro Graal per tutte le persone che praticano Daoyin Yangsheng Gong. L’unico libro mai pubblicato in italiano, scritto dal maestro Zhang Guangde, il professore dell’Università di Pechino che dagli anni ’70 ha raccolto, studiato e codificato gli antichi esercizi per il mantenimento della salute secondo la medicina tradizionale cinese. Edito dalla Nuova Ipsa ormai nel lontano 1992 il libro  era fuori catalogo da anni ed era difficilissimo da trovare se non fra i fondi di magazzino di qualche venditore di libri usati. Anch’io, dopo una caccia spietata, lo trovai grazie ad internet  da un commerciante  di libri di seconda mano di Roma.

Ricercandolo nelle settimane scorse ho scoperto che adesso il libro è di nuovo disponibile come ebook nel formato .epub e può essere comprato on line al prezzo di 6,49€. (qui un sito, qui un altro).

Avendo il libro cartaceo ancora non ho comprato l’ebook (ma conto di farlo presto), perciò non posso dirvi se le due versioni sono identiche o se è stato aggiornato e aggiunto qualcosa. Sicuramente la versione cartacea aveva un problemino, evidenziato da uno dei miei insegnanti: la traduzione di alcuni nomi degli esercizi non era perfetta, perchè il libro non era tradotto direttamente in italiano dall’originale cinese, bensì passando dalla traduzione inglese… (ad esempio l’esercizio “passare una stele dietro la nuca” era tradotto come “lanciare una pietra dietro le spalle”).

La vecchia versione cartacea è di 170 pagine e come tutti i manuali, questo libro ha il solito pregio/difetto. Se  una persona già pratica Daoyin, frequenta una palestra e ha un maestro in carne ed ossa, questo volume è preziosissimo perchè svela il significato di quello che sta già facendo, offre un sacco di consigli per migliorarsi e per mettere in pratica quei piccoli accorgimenti che magari a lezione possono sfuggire. Per un neofita sarà interessante leggere le sezioni introduttive, le parti teoriche sulla medicina cinese e quelle sulle possibilità di prevenzione/guarigione che si hanno facendo questi esercizi. Sarà invece quasi impossibile capire come muoversi ed eseguire le varie sequenze, soltanto seguendo le illustrazioni, senza avere un insegnante dal vivo che mostra, spiega e corregge gli esercizi.

Il maestro Zhang Guangde che esegue la forma per la salute generale
“Daoyin Baojian Gong”

Il Dantian.

Foto

Foto “Qigong exercise to treat pain in the small intestine Wellcome L0038898.jpg” by Wellcome Library, London and Wikipedia

Il primo elemento di fisiologia, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, che imparano le persone che si avvicinano al Daoyin è il Dantian. Ogni forma (ovvero ogni sequenza di esercizi) di Daoyin inizia ponendo la mano sinistra sul Dantian e la mano destra sopra la sinistra e termina, per gli uomini allo stesso modo, mentre le donne invertono le mani (destra sotto e sinistra  sopra). Le mani si posizionano circa 3 cm sotto l’ombelico in quello che i cinesi chiamano “il campo di cinabro” (Dan = Cinabro, Tian = Campo) e che è il luogo dove si concentra e viene conservato il qi, ovvero l’energia vitale che poi si muove in tutto il corpo attraverso i meridiani e i punti di agopuntura. In realtà i Dantian secondo la medicina cinese sarebbero 3:  quello sotto l’ombelico, che è il più importante,  è considerato il Dantian inferiore. Esiste poi il Dantian medio, nel centro del torace all’altezza del cuore e il Dantian superiore che si trova tra le sopracciglia al centro della fronte.

Tutte le pratiche che hanno a che fare con la medicina tradizionale cinese, sono basate sul Dantian: dalla tranquilla meditazione al daoyin e qi gong, passando per il taijiquan, finendo poi per le arti marziali, anche quelle molto più “movimentate”… Tutto ciò perchè il Dantian, quale centro di raccolta e irradiazione del qi,  ha contemporaneamente due differenti significati. Da un lato è un il punto in cui si deve concentrare la mente durante la meditazione, oppure quando dobbiamo controllare la respirazione e più in generale nelle pratiche, sia statiche che dinamiche, in cui si deve controllare dall’interno la propria postura.  Dall’altro lato è l’origine di tutti i movimenti che partono per l’appunto proprio dal Dantian: potrei fare molti esempi presi dalle arti marziali orientali ma mi piace ricordare che perfino Danny Dreyer, ultramaratoneta e inventore del metodo “Chi Running”, sostiene che i movimenti della corsa non nascono dalle gambe ma dal Dantian.

Se ci spostiamo dalla Cina all’India possiamo scoprire che ai tre Dantian corrispondono altrettanti Chakra: al Dantian inferiore il 2° Chakra (Svadhisthana), al Dantian mediano il 4° Chakra (Anahata) e al Dantian superiore il 6° Chakra (Ajna). E se agli altri 4 Chakra non corrisponde un Dantian è semplicemente perchè  nelle relative zone la medicina cinese, prevede alcuni dei punti di agopuntura più importanti di tutto il corpo umano. E se infine pensiamo che, dove i cinesi ritengono che si concentri l’energia vitale (qi), gli indiani ritengono che si concentri il prana ci accorgiamo che cambiano i nomi ma alla fine la fisiologia è molto simile.

Per concludere è giusto dare anche un occhio alla fisiologia e alla medicina convenzionali. Che il dantian sia il centro di tutti i movimenti è naturale essendo quella zona il baricentro di tutto il corpo umano, tanto che nella terminologia occidentale si parla della stessa area come del “core“. Quante volte nelle palestre avete sentito dire che per il benessere di tutto il corpo e soprattutto per la schiena, serve la Core Stability? E come si ottiene questa stabilità se non allenando tutti i muscoli dell’area addome, anche, pelvi e schiena, come facciamo negli esercizi del Daoyin? Più difficile e complicato è invece trovare una corrispondenza nella medicina occidentale di quello che può essere considerato come il campo di raccolta del qi o del prana. Se chi pratica yoga o daoyin non si pone il problema perchè semplicemente immagina col pensiero di muovere queste energie, qualche medico (che pratica sia medicina convenzionale che cinese o ayurvedica) tenta di dare delle spiegazioni teoriche, non ancora provate empiricamente. Un medico che ho sentito una volta in una conferenza tentava di spiegare tutto ciò con le nuove teorie sull’intestino come secondo cervello, in particolare con le reazioni chimiche e ormonali che avverrebbero a livello di microbioma intestinale. Ma qui mi fermo perchè non ho assolutamente le conoscenze per trattare l’argomento. Chi ne sa più di me  può sbizzarrirsi nei commenti….

Taijiquan o Thai chi chuan? Qi gong o Chi kung? Daoyin o Daoyin?

Foto

Foto “Salle Andy Warhol (Hamburger Bahnhof, Berlin)” by Jean-Pierre Dalbéra – Flick

I neofiti, che si avvicinano alle discipline cinesi per la prima volta, rimangono un tantinello disorientati. O almeno lo rimasi io, quando entrai per la prima volta nella palestra che frequento. Immaginatevi di aprire il portone: fuori Firenze, dentro Pechino… Dall’arredamento in poi, sembrava di essere finiti diritti dentro al film Kung fu Panda.

Ma il bello doveva ancora venire… quando, confrontando i depliant delle varie palestre e consultando i vari siti web, anch’io mi arresi davanti a tutti quei nomi cinesi… Il Tai Chi Chuan e il Taijiquan, che si pronunciano allo stesso modo, saranno la stessa disciplina? E che differenza c’è tra praticare il Chi kung e il Qi gong? La risposta è che in entrambi i casi si tratta della stessa identica attività, così come il faccione del quadro nella foto rappresenta Mao Zedong  ma allo stesso tempo anche Mao Tse-Tung. Come forse avete intuito, nella ricerca di un’attività per il proprio benessere, può capitare di imbattersi in un problema linguistico.

Essendo una lingua che si basa sugli ideogrammi, il cinese non ha un alfabeto e inoltre usa alcuni suoni che non sono presenti nelle lingue europee. Nei secoli scorsi c’è stata la necessità di trascrivere i suoni cinesi con caratteri alfabetici occidentali  per cui, nel tempo, sono nati almeno 5 o 6 diversi sistemi di traslitterazione. Attualmente il sistema più diffuso per la traslitterazione del cinese è il Pinyin che dal 1958 è diventato il modo di trascrizione ufficiale della Repubblica Popolare Cinese e che dal 1982 è stato adottato a livello mondiale anche dall’International Organization for Standardization (ISO) che lo ha riaggiornato nel 1991 e nel 2014. Un altro metodo molto in uso durante il XX secolo, ma adesso in declino, è il Wades-Giles. Di origine anglofona è stato usato in Cina prima dell’avvento del Pinyin e attualmente viene usato dagli statunitensi di origine taiwanese.

Ecco perciò svelato il mistero: Mao Tse-Tung, Chi Kung e Tai Chi Chuan sono termini nell’ormai desueto Wades-Giles mentre Mao Zedong, Qi Gong e Taijiquan sono le stesse parole traslitterate in Pinyin. Tenetene conto se magari dovete comprare dei libri su questi argomenti. E’ probabile che un libro che parla di Tai Chi Chuan sia più vecchio e meno aggiornato di uno che tratta di Taijiquan…

E il mio amato Daoyin? Beh quello si scrive allo stesso modo, sia in Pinyin che  in Wades-Giles…

Oriental Garden per Oxfam a Firenze.

Foto tratta dal sito di Oxfam Italia.

Foto tratta dal sito di Oxfam Italia.

Ci sono occasioni che sono assolutamente PERFETTE e una di queste è sicuramente la 5° Edizione di Oriental Garden a favore di Oxfam Italia che si terrà Sabato 17 Giugno 2017 a Firenze  dalle 10.00 alle 19.00 presso il Giardino Torrigiani.

Perchè perfetta?

  • Perchè consente di partecipare a prezzi veramente equi a un sacco di sessioni individuali e/o di gruppo di attività olistiche per il proprio benessere: dallo yoga, al taiji, dalla riflessologia plantare ai bagni di gong, dalla digitopressione ai fiori di Bach e così via.
  • Perchè i proventi vanno tutti a favore dei progetti di Solidarietà di Oxfam per la giustizia e l’uguaglianza nel mondo e quindi mentre uno fa del bene a se stesso contemporaneamente fa del bene al mondo.
  • Perchè l’evento si svolge in uno dei luoghi più sconosciuti e più belli di Firenze. Il giardino Torrigiani, il più grande giardino privato d’Europa fra quelli ubicati nei centri urbani. Luogo che viene aperto al pubblico proprio per questa occasione.

Il costo per partecipare a tutte le sessioni di gruppo è di soli 10€. I trattamenti singoli invece costano 5€ l’uno, tranne i massaggi che costano 10€ l’uno. E’ necessario portare il proprio materassino personale ed è consigliato prenotare in anticipo  i trattamenti individuali ai seguenti recapiti: 0553220895 – firenze@oxfam.it – Durante la giornata sarà possibile mangiare cibo equo e solidale di Fairmenti.

Questo il programma della giornata:

Sessioni di gruppo

  • 10.00 – 13.00 – Yoga Kundalini (ogni 45’) – Anukalana Yoga (ogni 60’) – Yoga in volo (ogni 30’)
  • 10.00 – 11.00 – Meditazione andina – Vinyasa Yoga
  • 10.30 – 11.30 – Europa Power Yoga
  • 11.00 – 12.30 – Shakti Dance – BK Yoga – Laboratorio di counseling espressivo – Hatha, Ashtanga e Shivananda Yoga – Taijiquan
  • 11.30 – 12.30 – Pilates
  • 12.00 – 13.00 – Laboratorio creativo di bioenergetica
  • 13.30 – 14.30 – Meditazione Andina
  • 14.00 – 15.00 – Taijiquan
  • 14.00 – 14.30 – Meditazione
  • 15.00 – 18.00 – Yoga Kundalini (ogni 45’) – Yoga in Volo
  • 15.00 – 16.30 – Shakti Dance – Iyengar Yoga – BK Yoga
  • 15.30 – 16.10 – Pilates
  • 16.00 – 17.00 – Gestus Yoga
  • 16.30 – 18.00 – Hatha Yoga
  • 17.00 – 18.00 – Laboratorio creativo di bioenergetica – Chakra Yoga
  • 18.15 – 19.15 – Bagno di Gong

Sessioni individuali

10.00 – 13.00 – Trattamenti (5€ l’uno) – Consulenza di naturopatia (ogni 20’) – Cristalloterapia (ogni 20’) – Fiori di Bach (ogni 20’) – Jin Schin Do digito pressione (ogni 30’) – Numerologia del carattere (ogni 20’)- Reiki (ogni 20’ con 3 postazioni) – Richiamo dei sogni (ogni 20’ con 2 postazioni) – Riequilibrio energetico-emotivo (ogni 20’ con 2 postazioni) – Riflessologia plantare (ogni 30’ con 3 postazioni) – Trattamenti Olistici (ogni 20’) -Trattamento con campane tibetane (ogni 20’) – Trattamento cranio sacrale (ogni 30’ con 2 postazioni)

10.00 – 13.00 – Massaggi (10€ l’uno)  – Massaggio Ayurvedico (ogni 30’ con 4 postazioni) – Massaggio di armonizzazione corporea (ogni 30’ con 3 postazioni) – Massaggio energetico Quaqoy (ogni 30’) – Massaggio Inca (ogni 30’) – Massaggio Shiatsu (ogni 30’ con 5 postazioni) – Massaggio tradizionale thailandese (ogni 30’)

15.00 – 18.00 – Trattamenti (5€ l’uno) –  Antiche terapie essene (ogni 20’) – Consulenza di naturopatia (ogni 20’) – Costellazioni (ogni 20’) – Counseling del benessere (ogni 20’) – Cristalloterapia (ogni 20’) – Jin Schin Do digito pressione (ogni 30’) – Numerologia del carattere (ogni 20’) – Reiki (ogni 20’ con 3 postazioni) – Richiamo dei sogni (ogni 20’ con 2 postazioni) – Riequilibrio energetico-emotivo (ogni 20’ con 2 postazioni) – Riflessologia plantare (ogni 30’ con 2 postazioni) – Trattamenti Olistici (ogni 20’) – Trattamento con campane tibetane (ogni 20’) – Trattamento cranio sacrale (ogni 30’) – Trattamento cranio sacrale (ogni 30’ con 2 postazioni)

15.00 – 18.00 – Massaggi (10€ l’uno) – Massaggio a quattro mani (ogni 30’) – Massaggio Ayurvedico (ogni 30’ con 3 postazioni) – Massaggio di armonizzazione corporea (ogni 30’ con 3 postazioni) – Massaggio energetico riequilibrante (ogni 30’) – Massaggio Inca (ogni 30’) – Massaggio Shiatsu (ogni 30’ con 4 postazioni) – Massaggio sonoro (ogni 30’) – Massaggio tradizionale thailandese (ogni 30’ con 3 postazioni) – Massaggio Tuina (ogni 30’)

Torna a Firenze Csen in Harmonia.

Locandina Csen in Harmonia

Locandina Csen in Harmonia

Sabato 10 e Domenica 11 Giugno torna a Firenze il Festival Csen in Harmonia.  Dalle 10.00 alle 20.00 di entrambe i giorni il Parco di Villa Vogel diventerà lo scenario dove vedere, provare, assistere a centinaia di sport e pratiche olistiche per il benessere personale, il tutto ad ingresso libero!

L’elenco delle attività è lunghissimo: dallo Yoga ai Massaggi, dalle Campane tibetane al Daoyin, dal Feng Shui al Taijiquan e così via, tra esibizioni, prove, conferenze e seminari. Potete leggere il programma delle attività principali a questo link oppure seguire la pagina facebook dell’evento. Oltre agli eventi citati nel programma, che si svolgono nelle aree centrali del Festival, ogni associazione ha un suo spazio nel parco e quindi continuerà le proprie attività anche presso il proprio stand, per tutta la durata della manifestazione.

Visto che su questo blog vi ho raccontanto spesso che pratico Daoyin e del Taijiquan, se qualcuno volesse vedere di cosa si tratta l’appuntamento è Sabato 10 e Domenica 11 alle 18.30 presso l’Area attività e per tutta la durata del Festival c/o lo stand dell’Istituto di Wushu della città di Firenze.

Le foto che avevo fatto durante l’edizione del 2016

Il video ufficiale che in tre minuti sintetizza tutta l’edizione del 2016…

Un curioso aneddoto sui tempi che stiamo vivendo…

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Foto “Kathy & taiji sword form” by kosmoseleevike – flickr

Nella vita di tutti i giorni quanto siamo influenzati dal terrorismo e dalle notizie violente che ci propinano giornali e tv? Vi racconto un curioso aneddoto di cui  sono stato involontario (e ingenuo) protagonista e che mi ha fatto riflettere sul clima in cui viviamo…

Una decina di giorni fa dovevo partecipare alla festa dello sport del mio quartiere che si teneva per un intero fine settimana in un parco cittadino. Non avendo ancora una spada da taijiquan di mia proprietà me ne sono fatta prestare una dalla mia società sportiva e, siccome l’80% delle spade che abbiamo in  palestra non ha fodero, non mi è passato per l’anticamera del cervello di cercarne uno… In fondo non era nemmeno necessario, visto che le nostre spade non sono per niente affilate e hanno la  punta flessibile.

Così ho scorrazzato quattro o cinque giorni avanti e indietro per Firenze nei vari tragitti casa-parco-palestra con la spada del taiji senza fodero. Se ero a piedi la portavo in mano come fosse un banale ombrello mentre se ero in bici la lama sbucava dallo zainetto che avevo sulle spalle. Nella mia ingenuità me ne andavo in giro felice e contento come un calciatore  può girare con sottobraccio un pallone, un tennista con la sua racchetta o un pescatore con la sua canna. Solo che ad un certo punto ho cominciato a vedere gente che mi guardava storto, pensionati che già da lontano cambiavano strada o facevano dietrofront tornando sui loro passi. Quando ero in bici perfino gli automobilisti frenavano e mi facevano passare. Nella storia italiana s’è mai visto un automobilista che rispetta un ciclista urbano? Se oltre alla bici e al casco ha uno zainetto da cui sbucano circa 80 cm di spada… forse si!

Ma è davvero così difficile distinguere un pericoloso terrorista da un banale padre di famiglia che sta andando a fare questo, …sicuramente  con risultati molto più scarsi del maestro nel video?!

Daoyin, Taijiquan, Yoga sono davvero rilassanti? Risposta ad Aida millecento…

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Foto “Yoga” by Matt Madd – flickr

Prima di iniziare il post mi scuso per la mia mancanza sul blog, ma sono in un periodo piuttosto impegnativo… Visto che due mesi fa avevo promesso ad Aida millecento un post di risposta ai suoi commenti sul mio articolo “Occidentali’s Karma“, mi sembra giusto ripartire da lì, anche se con estremo ritardo…

Nel suo commento Aida scriveva:

Personalmente non sento il bisogno di fare yoga, ma a dire la verità la curiosità di tentare qualche pratica orientale c’è. Leggendo spesse volte i tuoi post si evince che seguendo specifiche tecniche l’equilibrio lo si ritrova principalmente a livello psichico, poi fisico, tenendo in considerazione il fatto che oggi tutto è una gran fretta e uno stress. […] Dall’oriente ci giunge una sensazione di pace, di tranquillità e di rilassatezza.

Se dopo quasi quattro anni di Daoyin e due di Taiji posso affermare che si tratta di attività molto rilassanti che fanno bene al corpo ma soprattutto allo spirito, non avrei detto la stessa cosa all’inizio di questa esperienza e perciò mi sembra giusto raccontarvi come andò…

Il mio approccio col Daoyin fu del tutto casuale. Mia moglie cercava un’attività fisica da fare e, visto che l’età e le condizioni fisiche non erano proprio da zumba, ci indirizzammo verso delle discipline più tranquille. Escluso lo yoga, che avrebbe messo in competizione nuora e suocera (mia madre pratica yoga da anni), i preziosi consigli di alcuni amici ci convinsero a provare il Daoyin e il Taijiquan. Io, che da decenni praticavo il podismo, in quel periodo ero infortunato e perciò decisi di accompagnare mia moglie. La mia scelta fu un mix tra la curiosità per queste nuove discipline e la necessità di fare comunque qualche attività, visto che mi avevano bloccato e non potevo correre per almeno 6 mesi…

Già aprire il portone per entrare in palestra fu sconvolgente: solo per l’arredamento sembrava di essere finiti dentro “Kung fu Panda”. E poi arrivarono le prime lezioni di Daoyin: per me abituato alla corsa, al fartlek, alle ripetute in salita, etc… quei movimenti lenti, dove difficilmente si sudava, erano inconcepibili: «Ok, qui sono tutti simpatici, però non si fa niente…».

Il peggio però doveva ancora venire. Bastarono poche lezioni per capire quel “fare niente” era terribilmente difficile da fare. Anche stare in piedi fermo non andava mai bene: o troppo indietro o troppo avanti… e quando l’insegnante mi metteva nella posizione giusta mi sembrava di essere in procinto di cadere. Immaginate poi i movimenti: troppo tesi, troppo veloci, poco armonici e poi… quel muscolo va mosso e quello no! Ma la mia bestia nera erano le spalle: non riuscivo a rilassarle e quando pensavo di averle rilassate non era mai abbastanza. Insomma, per imparare a rilassare le spalle mi c’è voluto più di un anno e ancora oggi mi prende il panico quando sento l’insegnante gridare alla classe: «Giù quelle spalle!» (le spalle si meritano un post apposito).

All’epoca, tutte le volte che l’insegnante si avvicinava per correggermi (e lo faceva spessissimo visto che io e mia moglie eravamo gli unici principianti in una classe di esperti), il sentimento era un misto di rabbia e depressione…. tutt’altro che  le sensazioni di pace, di tranquillità e di rilassatezza che ispira l’Oriente. Se all’epoca mi avessero chiesto se il Daoyin era rilassante avrei detto: «Nooooooo!!!». D’altra parte decenni di posture sbagliate e di stress non si potevano risolvere in poche settimane!

Se però si resiste nella pratica e si va avanti con tanta pazienza (sia dell’allievo che dell’insegnante), piano piano i tasselli di questo strano puzzle cominciano ad andare a posto. Solo allora arriva la consapevolezza  e si comincia davvero a sperimentare la pace e la serenità. Ed è per questo che, a fronte di tante persone che arrivano in palestra e dopo pochi mesi se ne vanno,  quelli che rimangono stanno così bene che non se ne vanno più…