Il Dantian.

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Foto “Qigong exercise to treat pain in the small intestine Wellcome L0038898.jpg” by Wellcome Library, London and Wikipedia

Il primo elemento di fisiologia, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, che imparano le persone che si avvicinano al Daoyin è il Dantian. Ogni forma (ovvero ogni sequenza di esercizi) di Daoyin inizia ponendo la mano sinistra sul Dantian e la mano destra sopra la sinistra e termina, per gli uomini allo stesso modo, mentre le donne invertono le mani (destra sotto e sinistra  sopra). Le mani si posizionano circa 3 cm sotto l’ombelico in quello che i cinesi chiamano “il campo di cinabro” (Dan = Cinabro, Tian = Campo) e che è il luogo dove si concentra e viene conservato il qi, ovvero l’energia vitale che poi si muove in tutto il corpo attraverso i meridiani e i punti di agopuntura. In realtà i Dantian secondo la medicina cinese sarebbero 3:  quello sotto l’ombelico, che è il più importante,  è considerato il Dantian inferiore. Esiste poi il Dantian medio, nel centro del torace all’altezza del cuore e il Dantian superiore che si trova tra le sopracciglia al centro della fronte.

Tutte le pratiche che hanno a che fare con la medicina tradizionale cinese, sono basate sul Dantian: dalla tranquilla meditazione al daoyin e qi gong, passando per il taijiquan, finendo poi per le arti marziali, anche quelle molto più “movimentate”… Tutto ciò perchè il Dantian, quale centro di raccolta e irradiazione del qi,  ha contemporaneamente due differenti significati. Da un lato è un il punto in cui si deve concentrare la mente durante la meditazione, oppure quando dobbiamo controllare la respirazione e più in generale nelle pratiche, sia statiche che dinamiche, in cui si deve controllare dall’interno la propria postura.  Dall’altro lato è l’origine di tutti i movimenti che partono per l’appunto proprio dal Dantian: potrei fare molti esempi presi dalle arti marziali orientali ma mi piace ricordare che perfino Danny Dreyer, ultramaratoneta e inventore del metodo “Chi Running”, sostiene che i movimenti della corsa non nascono dalle gambe ma dal Dantian.

Se ci spostiamo dalla Cina all’India possiamo scoprire che ai tre Dantian corrispondono altrettanti Chakra: al Dantian inferiore il 2° Chakra (Svadhisthana), al Dantian mediano il 4° Chakra (Anahata) e al Dantian superiore il 6° Chakra (Ajna). E se agli altri 4 Chakra non corrisponde un Dantian è semplicemente perchè  nelle relative zone la medicina cinese, prevede alcuni dei punti di agopuntura più importanti di tutto il corpo umano. E se infine pensiamo che, dove i cinesi ritengono che si concentri l’energia vitale (qi), gli indiani ritengono che si concentri il prana ci accorgiamo che cambiano i nomi ma alla fine la fisiologia è molto simile.

Per concludere è giusto dare anche un occhio alla fisiologia e alla medicina convenzionali. Che il dantian sia il centro di tutti i movimenti è naturale essendo quella zona il baricentro di tutto il corpo umano, tanto che nella terminologia occidentale si parla della stessa area come del “core“. Quante volte nelle palestre avete sentito dire che per il benessere di tutto il corpo e soprattutto per la schiena, serve la Core Stability? E come si ottiene questa stabilità se non allenando tutti i muscoli dell’area addome, anche, pelvi e schiena, come facciamo negli esercizi del Daoyin? Più difficile e complicato è invece trovare una corrispondenza nella medicina occidentale di quello che può essere considerato come il campo di raccolta del qi o del prana. Se chi pratica yoga o daoyin non si pone il problema perchè semplicemente immagina col pensiero di muovere queste energie, qualche medico (che pratica sia medicina convenzionale che cinese o ayurvedica) tenta di dare delle spiegazioni teoriche, non ancora provate empiricamente. Un medico che ho sentito una volta in una conferenza tentava di spiegare tutto ciò con le nuove teorie sull’intestino come secondo cervello, in particolare con le reazioni chimiche e ormonali che avverrebbero a livello di microbioma intestinale. Ma qui mi fermo perchè non ho assolutamente le conoscenze per trattare l’argomento. Chi ne sa più di me  può sbizzarrirsi nei commenti….

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Taijiquan o Thai chi chuan? Qi gong o Chi kung? Daoyin o Daoyin?

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Foto “Salle Andy Warhol (Hamburger Bahnhof, Berlin)” by Jean-Pierre Dalbéra – Flick

I neofiti, che si avvicinano alle discipline cinesi per la prima volta, rimangono un tantinello disorientati. O almeno lo rimasi io, quando entrai per la prima volta nella palestra che frequento. Immaginatevi di aprire il portone: fuori Firenze, dentro Pechino… Dall’arredamento in poi, sembrava di essere finiti diritti dentro al film Kung fu Panda.

Ma il bello doveva ancora venire… quando, confrontando i depliant delle varie palestre e consultando i vari siti web, anch’io mi arresi davanti a tutti quei nomi cinesi… Il Tai Chi Chuan e il Taijiquan, che si pronunciano allo stesso modo, saranno la stessa disciplina? E che differenza c’è tra praticare il Chi kung e il Qi gong? La risposta è che in entrambi i casi si tratta della stessa identica attività, così come il faccione del quadro nella foto rappresenta Mao Zedong  ma allo stesso tempo anche Mao Tse-Tung. Come forse avete intuito, nella ricerca di un’attività per il proprio benessere, può capitare di imbattersi in un problema linguistico.

Essendo una lingua che si basa sugli ideogrammi, il cinese non ha un alfabeto e inoltre usa alcuni suoni che non sono presenti nelle lingue europee. Nei secoli scorsi c’è stata la necessità di trascrivere i suoni cinesi con caratteri alfabetici occidentali  per cui, nel tempo, sono nati almeno 5 o 6 diversi sistemi di traslitterazione. Attualmente il sistema più diffuso per la traslitterazione del cinese è il Pinyin che dal 1958 è diventato il modo di trascrizione ufficiale della Repubblica Popolare Cinese e che dal 1982 è stato adottato a livello mondiale anche dall’International Organization for Standardization (ISO) che lo ha riaggiornato nel 1991 e nel 2014. Un altro metodo molto in uso durante il XX secolo, ma adesso in declino, è il Wades-Giles. Di origine anglofona è stato usato in Cina prima dell’avvento del Pinyin e attualmente viene usato dagli statunitensi di origine taiwanese.

Ecco perciò svelato il mistero: Mao Tse-Tung, Chi Kung e Tai Chi Chuan sono termini nell’ormai desueto Wades-Giles mentre Mao Zedong, Qi Gong e Taijiquan sono le stesse parole traslitterate in Pinyin. Tenetene conto se magari dovete comprare dei libri su questi argomenti. E’ probabile che un libro che parla di Tai Chi Chuan sia più vecchio e meno aggiornato di uno che tratta di Taijiquan…

E il mio amato Daoyin? Beh quello si scrive allo stesso modo, sia in Pinyin che  in Wades-Giles…

Oriental Garden per Oxfam a Firenze.

Foto tratta dal sito di Oxfam Italia.

Foto tratta dal sito di Oxfam Italia.

Ci sono occasioni che sono assolutamente PERFETTE e una di queste è sicuramente la 5° Edizione di Oriental Garden a favore di Oxfam Italia che si terrà Sabato 17 Giugno 2017 a Firenze  dalle 10.00 alle 19.00 presso il Giardino Torrigiani.

Perchè perfetta?

  • Perchè consente di partecipare a prezzi veramente equi a un sacco di sessioni individuali e/o di gruppo di attività olistiche per il proprio benessere: dallo yoga, al taiji, dalla riflessologia plantare ai bagni di gong, dalla digitopressione ai fiori di Bach e così via.
  • Perchè i proventi vanno tutti a favore dei progetti di Solidarietà di Oxfam per la giustizia e l’uguaglianza nel mondo e quindi mentre uno fa del bene a se stesso contemporaneamente fa del bene al mondo.
  • Perchè l’evento si svolge in uno dei luoghi più sconosciuti e più belli di Firenze. Il giardino Torrigiani, il più grande giardino privato d’Europa fra quelli ubicati nei centri urbani. Luogo che viene aperto al pubblico proprio per questa occasione.

Il costo per partecipare a tutte le sessioni di gruppo è di soli 10€. I trattamenti singoli invece costano 5€ l’uno, tranne i massaggi che costano 10€ l’uno. E’ necessario portare il proprio materassino personale ed è consigliato prenotare in anticipo  i trattamenti individuali ai seguenti recapiti: 0553220895 – firenze@oxfam.it – Durante la giornata sarà possibile mangiare cibo equo e solidale di Fairmenti.

Questo il programma della giornata:

Sessioni di gruppo

  • 10.00 – 13.00 – Yoga Kundalini (ogni 45’) – Anukalana Yoga (ogni 60’) – Yoga in volo (ogni 30’)
  • 10.00 – 11.00 – Meditazione andina – Vinyasa Yoga
  • 10.30 – 11.30 – Europa Power Yoga
  • 11.00 – 12.30 – Shakti Dance – BK Yoga – Laboratorio di counseling espressivo – Hatha, Ashtanga e Shivananda Yoga – Taijiquan
  • 11.30 – 12.30 – Pilates
  • 12.00 – 13.00 – Laboratorio creativo di bioenergetica
  • 13.30 – 14.30 – Meditazione Andina
  • 14.00 – 15.00 – Taijiquan
  • 14.00 – 14.30 – Meditazione
  • 15.00 – 18.00 – Yoga Kundalini (ogni 45’) – Yoga in Volo
  • 15.00 – 16.30 – Shakti Dance – Iyengar Yoga – BK Yoga
  • 15.30 – 16.10 – Pilates
  • 16.00 – 17.00 – Gestus Yoga
  • 16.30 – 18.00 – Hatha Yoga
  • 17.00 – 18.00 – Laboratorio creativo di bioenergetica – Chakra Yoga
  • 18.15 – 19.15 – Bagno di Gong

Sessioni individuali

10.00 – 13.00 – Trattamenti (5€ l’uno) – Consulenza di naturopatia (ogni 20’) – Cristalloterapia (ogni 20’) – Fiori di Bach (ogni 20’) – Jin Schin Do digito pressione (ogni 30’) – Numerologia del carattere (ogni 20’)- Reiki (ogni 20’ con 3 postazioni) – Richiamo dei sogni (ogni 20’ con 2 postazioni) – Riequilibrio energetico-emotivo (ogni 20’ con 2 postazioni) – Riflessologia plantare (ogni 30’ con 3 postazioni) – Trattamenti Olistici (ogni 20’) -Trattamento con campane tibetane (ogni 20’) – Trattamento cranio sacrale (ogni 30’ con 2 postazioni)

10.00 – 13.00 – Massaggi (10€ l’uno)  – Massaggio Ayurvedico (ogni 30’ con 4 postazioni) – Massaggio di armonizzazione corporea (ogni 30’ con 3 postazioni) – Massaggio energetico Quaqoy (ogni 30’) – Massaggio Inca (ogni 30’) – Massaggio Shiatsu (ogni 30’ con 5 postazioni) – Massaggio tradizionale thailandese (ogni 30’)

15.00 – 18.00 – Trattamenti (5€ l’uno) –  Antiche terapie essene (ogni 20’) – Consulenza di naturopatia (ogni 20’) – Costellazioni (ogni 20’) – Counseling del benessere (ogni 20’) – Cristalloterapia (ogni 20’) – Jin Schin Do digito pressione (ogni 30’) – Numerologia del carattere (ogni 20’) – Reiki (ogni 20’ con 3 postazioni) – Richiamo dei sogni (ogni 20’ con 2 postazioni) – Riequilibrio energetico-emotivo (ogni 20’ con 2 postazioni) – Riflessologia plantare (ogni 30’ con 2 postazioni) – Trattamenti Olistici (ogni 20’) – Trattamento con campane tibetane (ogni 20’) – Trattamento cranio sacrale (ogni 30’) – Trattamento cranio sacrale (ogni 30’ con 2 postazioni)

15.00 – 18.00 – Massaggi (10€ l’uno) – Massaggio a quattro mani (ogni 30’) – Massaggio Ayurvedico (ogni 30’ con 3 postazioni) – Massaggio di armonizzazione corporea (ogni 30’ con 3 postazioni) – Massaggio energetico riequilibrante (ogni 30’) – Massaggio Inca (ogni 30’) – Massaggio Shiatsu (ogni 30’ con 4 postazioni) – Massaggio sonoro (ogni 30’) – Massaggio tradizionale thailandese (ogni 30’ con 3 postazioni) – Massaggio Tuina (ogni 30’)

Torna a Firenze Csen in Harmonia.

Locandina Csen in Harmonia

Locandina Csen in Harmonia

Sabato 10 e Domenica 11 Giugno torna a Firenze il Festival Csen in Harmonia.  Dalle 10.00 alle 20.00 di entrambe i giorni il Parco di Villa Vogel diventerà lo scenario dove vedere, provare, assistere a centinaia di sport e pratiche olistiche per il benessere personale, il tutto ad ingresso libero!

L’elenco delle attività è lunghissimo: dallo Yoga ai Massaggi, dalle Campane tibetane al Daoyin, dal Feng Shui al Taijiquan e così via, tra esibizioni, prove, conferenze e seminari. Potete leggere il programma delle attività principali a questo link oppure seguire la pagina facebook dell’evento. Oltre agli eventi citati nel programma, che si svolgono nelle aree centrali del Festival, ogni associazione ha un suo spazio nel parco e quindi continuerà le proprie attività anche presso il proprio stand, per tutta la durata della manifestazione.

Visto che su questo blog vi ho raccontanto spesso che pratico Daoyin e del Taijiquan, se qualcuno volesse vedere di cosa si tratta l’appuntamento è Sabato 10 e Domenica 11 alle 18.30 presso l’Area attività e per tutta la durata del Festival c/o lo stand dell’Istituto di Wushu della città di Firenze.

Le foto che avevo fatto durante l’edizione del 2016

Il video ufficiale che in tre minuti sintetizza tutta l’edizione del 2016…

Un curioso aneddoto sui tempi che stiamo vivendo…

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Foto “Kathy & taiji sword form” by kosmoseleevike – flickr

Nella vita di tutti i giorni quanto siamo influenzati dal terrorismo e dalle notizie violente che ci propinano giornali e tv? Vi racconto un curioso aneddoto di cui  sono stato involontario (e ingenuo) protagonista e che mi ha fatto riflettere sul clima in cui viviamo…

Una decina di giorni fa dovevo partecipare alla festa dello sport del mio quartiere che si teneva per un intero fine settimana in un parco cittadino. Non avendo ancora una spada da taijiquan di mia proprietà me ne sono fatta prestare una dalla mia società sportiva e, siccome l’80% delle spade che abbiamo in  palestra non ha fodero, non mi è passato per l’anticamera del cervello di cercarne uno… In fondo non era nemmeno necessario, visto che le nostre spade non sono per niente affilate e hanno la  punta flessibile.

Così ho scorrazzato quattro o cinque giorni avanti e indietro per Firenze nei vari tragitti casa-parco-palestra con la spada del taiji senza fodero. Se ero a piedi la portavo in mano come fosse un banale ombrello mentre se ero in bici la lama sbucava dallo zainetto che avevo sulle spalle. Nella mia ingenuità me ne andavo in giro felice e contento come un calciatore  può girare con sottobraccio un pallone, un tennista con la sua racchetta o un pescatore con la sua canna. Solo che ad un certo punto ho cominciato a vedere gente che mi guardava storto, pensionati che già da lontano cambiavano strada o facevano dietrofront tornando sui loro passi. Quando ero in bici perfino gli automobilisti frenavano e mi facevano passare. Nella storia italiana s’è mai visto un automobilista che rispetta un ciclista urbano? Se oltre alla bici e al casco ha uno zainetto da cui sbucano circa 80 cm di spada… forse si!

Ma è davvero così difficile distinguere un pericoloso terrorista da un banale padre di famiglia che sta andando a fare questo, …sicuramente  con risultati molto più scarsi del maestro nel video?!

Daoyin, Taijiquan, Yoga sono davvero rilassanti? Risposta ad Aida millecento…

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Foto “Yoga” by Matt Madd – flickr

Prima di iniziare il post mi scuso per la mia mancanza sul blog, ma sono in un periodo piuttosto impegnativo… Visto che due mesi fa avevo promesso ad Aida millecento un post di risposta ai suoi commenti sul mio articolo “Occidentali’s Karma“, mi sembra giusto ripartire da lì, anche se con estremo ritardo…

Nel suo commento Aida scriveva:

Personalmente non sento il bisogno di fare yoga, ma a dire la verità la curiosità di tentare qualche pratica orientale c’è. Leggendo spesse volte i tuoi post si evince che seguendo specifiche tecniche l’equilibrio lo si ritrova principalmente a livello psichico, poi fisico, tenendo in considerazione il fatto che oggi tutto è una gran fretta e uno stress. […] Dall’oriente ci giunge una sensazione di pace, di tranquillità e di rilassatezza.

Se dopo quasi quattro anni di Daoyin e due di Taiji posso affermare che si tratta di attività molto rilassanti che fanno bene al corpo ma soprattutto allo spirito, non avrei detto la stessa cosa all’inizio di questa esperienza e perciò mi sembra giusto raccontarvi come andò…

Il mio approccio col Daoyin fu del tutto casuale. Mia moglie cercava un’attività fisica da fare e, visto che l’età e le condizioni fisiche non erano proprio da zumba, ci indirizzammo verso delle discipline più tranquille. Escluso lo yoga, che avrebbe messo in competizione nuora e suocera (mia madre pratica yoga da anni), i preziosi consigli di alcuni amici ci convinsero a provare il Daoyin e il Taijiquan. Io, che da decenni praticavo il podismo, in quel periodo ero infortunato e perciò decisi di accompagnare mia moglie. La mia scelta fu un mix tra la curiosità per queste nuove discipline e la necessità di fare comunque qualche attività, visto che mi avevano bloccato e non potevo correre per almeno 6 mesi…

Già aprire il portone per entrare in palestra fu sconvolgente: solo per l’arredamento sembrava di essere finiti dentro “Kung fu Panda”. E poi arrivarono le prime lezioni di Daoyin: per me abituato alla corsa, al fartlek, alle ripetute in salita, etc… quei movimenti lenti, dove difficilmente si sudava, erano inconcepibili: «Ok, qui sono tutti simpatici, però non si fa niente…».

Il peggio però doveva ancora venire. Bastarono poche lezioni per capire quel “fare niente” era terribilmente difficile da fare. Anche stare in piedi fermo non andava mai bene: o troppo indietro o troppo avanti… e quando l’insegnante mi metteva nella posizione giusta mi sembrava di essere in procinto di cadere. Immaginate poi i movimenti: troppo tesi, troppo veloci, poco armonici e poi… quel muscolo va mosso e quello no! Ma la mia bestia nera erano le spalle: non riuscivo a rilassarle e quando pensavo di averle rilassate non era mai abbastanza. Insomma, per imparare a rilassare le spalle mi c’è voluto più di un anno e ancora oggi mi prende il panico quando sento l’insegnante gridare alla classe: «Giù quelle spalle!» (le spalle si meritano un post apposito).

All’epoca, tutte le volte che l’insegnante si avvicinava per correggermi (e lo faceva spessissimo visto che io e mia moglie eravamo gli unici principianti in una classe di esperti), il sentimento era un misto di rabbia e depressione…. tutt’altro che  le sensazioni di pace, di tranquillità e di rilassatezza che ispira l’Oriente. Se all’epoca mi avessero chiesto se il Daoyin era rilassante avrei detto: «Nooooooo!!!». D’altra parte decenni di posture sbagliate e di stress non si potevano risolvere in poche settimane!

Se però si resiste nella pratica e si va avanti con tanta pazienza (sia dell’allievo che dell’insegnante), piano piano i tasselli di questo strano puzzle cominciano ad andare a posto. Solo allora arriva la consapevolezza  e si comincia davvero a sperimentare la pace e la serenità. Ed è per questo che, a fronte di tante persone che arrivano in palestra e dopo pochi mesi se ne vanno,  quelli che rimangono stanno così bene che non se ne vanno più…

Un anno (e un mese) di successi per RADIO ITALIA CINA.

Logo Radio Italia Cina

Logo Radio Italia Cina

Giusto oggi compie 13 mesi di vita Radio Italia Cina la prima e unica web radio sino-italiana che trasmette musica e informazioni in italiano e cinese. Dietro al motto della radio “Sperimentare – Amare – Interagire” c’è  un progetto culturale e  di integrazione fra le due comunità nato a Prato, sostenuto dal volontariato, col patrocinio del Comune e con l’appoggio tecnico di una delle prime e storiche radio del web toscano (Radio Gas).

La programmazione live, che inizialmente prevedeva programmi e notiziari in diretta dalle 9.00 alle 18.00, si è già estesa anche alle fasce serali mentre nelle ore notturne continuano le  selezioni musicali, con prevalenza di brani di musica cinese. Gli speaker, sia italiani che cinesi, sono tutti volontari reclutati con annunci sul sito di AssoCina e trasmettono sia dalla sede di Prato che da Roma.

Se un anno fa gli organizzatori parlavano di un “esperimento”, a vedere dai riscontri di questi mesi e dalla curiosità generata,  già se ne  possono apprezzare  i frutti generosi e positivi!

Link

Come è andato il 4° Taiji e Daoyin Qigong Festival a Nonantola (Mo).

Come scritto nel precedente post, Sabato 25 e Domenica 26 Febbraio 2017, presso il PalaPiccinini in via Mazzini a Nonantola (Mo) si è tenuto il 4° Taiji e Daoyin Festival.  E’ stata la mia seconda partecipazione e non posso che confermare che si è trattato di una bella manifestazione. La cosa più affascinante è che nell’ambito del Daoyin, Taiji e del Qigong ci trovi di tutto: dai bambini agli anziani, dai principianti ai maestri, fino ad atleti a livello internazionale. E tutti sono applauditi e apprezzati per quello che fanno, aldilà della pur presente competizione, perchè alla fine lo scopo è stare tutti insieme una giornata. E così può capitare che l’esercizio più emozionante, anche se imperfetto, possa essere il taiji al ventaglio fatto dagli anziani dell’Università della Terza età di Modena oppure i combattimenti dei bambini con la loro energia travolgente…

Personalmente ho partecipato alla giornata di Domenica iniziando con l’esibizione di tutte le scuole di Daoyin Italia. E’ stato uno spettacolo d’effetto perchè  una sessantina di persone,  tutte vestite allo stesso modo hanno eseguito insieme lo stesso esercizio, in molti casi senza nemmeno conoscersi. Infatti ognuno l’aveva studiato nelle proprie palestre senza incontrarsi fino alla mattina stessa, ma rivedendo video e foto, questo non si nota… anzi sembra frutto di tante prove… Peccato solo che eravamo in una palestra: se fossimo stati in una delle tante belle piazze storiche italiane o in un parco naturale, l’effetto sarebbe stato ancora più bello.

Poi ho partecipato con la mia scuola alla gara nella nostra categoria. Tensione, nervosismo ma anche la consapevolezza di aver fatto un sacco di prove. Due mesi di lezioni dedicate a questi 6 minuti, con prove extra (che mi hanno anche tenuto assente dai blog) cercando di far collimare gli orari di tutti, invadendo i locali della nostra palestra, dando noia alle altre attività, provando perfino nei corridoi e nella stanza della segreteria… Di sicuro qualcuno ci avrà pure odiato, con la nostra musica a palla mentre nella stanza accanto l’insegnante di yoga faceva meditazione. Però ne è valsa la pena visto che, contro ogni previsione,  siamo arrivati… Primi!

Vi lascio con alcune foto che ho scattato col telefonino dopo la nostra esibizione, mentre aspettavamo le premiazioni (cliccando sopra si ingrandiscono). Logicamente non sono ne’ di qualità ne’ esaustive della manifestazione… Per video e foto migliori vi rimando alla Pagina Ufficiale Facebook dell’evento…

4° Taiji e Daoyin Qigong Festival a Nonantola (Mo).

Locandina 4° Taiji e Daoyin Qigong Festival

Locandina 4° Taiji e Daoyin Qigong Festival

Sabato 25 e Domenica 26 Febbraio 2017, presso il PalaPiccinini in via Mazzini a Nonantola (Mo) si terrà il 4° Taiji e Daoyin Festival, con seminari, stage, gare ed esibizioni di Taijiquan, Daoyin Yangsheng Gong, Qi gong e Tuishou. Tra le tante manifestazioni dedicate al Wushu che si svolgono in tutta Italia, questa è l’unica che ha come protagonisti principali il Daoyin e il Taijiquan. All’edizione del 2016 hanno preso parte 170 atleti di 20 differenti società sportive in rappresentanza di 6 regioni italiane.

Questo è il programma dell’edizione 2017:

SABATO 25 Febbraio ore 15.30 – 19.00
Seminario di  Daoyin Yangsheng gong – “Forma per drenare il Fegato e favorire la Cistifellea” tenuto dal maestro Fabio Smolari, allievo diretto del Prof. Zhang Guangde dell’Università di Educazione Fisica di Pechino.
DOMENICA 26 Febbraio ore 9.00 – 18.00
Esibizioni e Gare di Gruppo e in Singolo di Taijiquan, Daoyin Qigong, Tuishou.

Qui sotto metto un video di Taijiquan Chen dell’edizione 2016 trovato su youtube… Ne avrei degli altri ma purtroppo, dopo aver fatto diversi tentativi, non riesco a condividere qui su WordPress i video provenienti da Facebook (…sono graditi eventuali consigli su come fare)

seminario

Occidentali’s karma.

Avete presente quelle bottigliette in plastica col tappo azzurro a forma di Madonna con dentro l’acqua di Lourdes? Se una quindicina d’anni fa mi avessero detto che la mia cattolicissima mamma, sul cassettone di camera, avrebbe messo a far compagnia alla suddetta Madonna una statuetta di Ganesh non ci avrei creduto. E, se non l’avessi vista con i miei occhi venti giorni fa, non avrei nemmeno creduto che la mia mamma, logicamente con i suoi tempi e aiutandosi un po’ col muro, a 83 anni fosse in grado di fare e tenere la candela (sarvangasana) per poi rialzarsi da sola dal tappetino… Potere dello yoga!

Quattro anni fa, quando iniziai ad andare in palestra per fare compagnia a mia moglie, non avrei mai creduto nemmeno che io mi sarei appassionato di quella ginnastica medica cinese dove sembra che uno non faccia mai niente ma che alla fine ti fa star bene… E mi sarei buttato via dal ridere al solo pensiero che nel 2017 oltre alla ginnastica mi sarei messo a studiare anche la filosofia e la medicina tradizionale cinese,  col fine di sostenere diversi esami e forse in futuro diventare un istruttore di quella ginnastica… Potere del daoyin!

Insomma, se Francesco Gabbani voleva prendere in giro i borghesotti occidentali flashati dall’Oriente,  con me e mia mamma ha fatto pieno centro! E sinceramente essere presi per il culo in modo  così divertente è anche piacevole. Ma tutto ciò, come farebbe intuire Gabbani nella sua canzone, è forse un peccato che ci fa tornare allo stato scimmiesco, in una sorta di involuzione culturale?

E’ logico che mia mamma non ha mai letto la Bhagavadgītā (e forse ne ignora anche l’esistenza) e che anch’io faccio una gran confusione in quel poco che conosco, di taoismo, confucianesimo e buddismo. Però quello che facciamo ci piace, ci fa star bene ed è comunque uno stimolo ad imparare cose nuove e a confrontarsi con altre culture. E se grazie allo yoga o al daoyin si riesce ad essere più sereni e anche più in salute, che male c’è? E’ più scimmiesco rilassarsi con una asana o con un Prozac? E’ più evoluto tenere a bada la pressione con le pasticchette delle multinazionali del farmaco o (finchè si può) con i dodici minuti della forma del cuore del daoyin? E se la sapienza millenaria di antiche culture orientali potesse coesistere con la scienza moderna? Magari con quella ricerca scientifica che non è schiava del profitto ad ogni costo?

Il mondo ormai si è fatto piccolo, le culture si incontrano e le persone si incuriosiscono a vicenda. L’insegnante cinese con cui feci un corso nel 2015 ringraziò noi occidentali per la  forza di volontà che mettiamo nel voler praticare un’attività di cui conosciamo poco, dicendoci che tutto ciò con la globalizzazione è diventato reciproco, come quando i cinesi cercano di capire  e rivivere il Natale e  le altre tradizioni occidentali. Caro Gabbani, come cinese io sono ridicolo e improbabile  al pari di quell’imprenditore di Pechino immortalato dal TG2 anni fa, che, dovendo produrre dei presepi, si sbagliò e al posto della Madonna mise Biancaneve accanto a San Giuseppe. Però preferisco essere un improbabile cinese piuttosto che uno yankee  trumpiano!  … Namasté Alé!

p.s. Mia suocera, coetanea di mia mamma e  il cui hobby è ascoltare p. Livio Fanzaga, se la metti in terra su un tappetino, per rialzarsi deve chiamare i pompieri… Potere di Radio Maria!