Un anno (e un mese) di successi per RADIO ITALIA CINA.

Logo Radio Italia Cina

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Giusto oggi compie 13 mesi di vita Radio Italia Cina la prima e unica web radio sino-italiana che trasmette musica e informazioni in italiano e cinese. Dietro al motto della radio “Sperimentare – Amare – Interagire” c’è  un progetto culturale e  di integrazione fra le due comunità nato a Prato, sostenuto dal volontariato, col patrocinio del Comune e con l’appoggio tecnico di una delle prime e storiche radio del web toscano (Radio Gas).

La programmazione live, che inizialmente prevedeva programmi e notiziari in diretta dalle 9.00 alle 18.00, si è già estesa anche alle fasce serali mentre nelle ore notturne continuano le  selezioni musicali, con prevalenza di brani di musica cinese. Gli speaker, sia italiani che cinesi, sono tutti volontari reclutati con annunci sul sito di AssoCina e trasmettono sia dalla sede di Prato che da Roma.

Se un anno fa gli organizzatori parlavano di un “esperimento”, a vedere dai riscontri di questi mesi e dalla curiosità generata,  già se ne  possono apprezzare  i frutti generosi e positivi!

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Come è andato il 4° Taiji e Daoyin Qigong Festival a Nonantola (Mo).

Come scritto nel precedente post, Sabato 25 e Domenica 26 Febbraio 2017, presso il PalaPiccinini in via Mazzini a Nonantola (Mo) si è tenuto il 4° Taiji e Daoyin Festival.  E’ stata la mia seconda partecipazione e non posso che confermare che si è trattato di una bella manifestazione. La cosa più affascinante è che nell’ambito del Daoyin, Taiji e del Qigong ci trovi di tutto: dai bambini agli anziani, dai principianti ai maestri, fino ad atleti a livello internazionale. E tutti sono applauditi e apprezzati per quello che fanno, aldilà della pur presente competizione, perchè alla fine lo scopo è stare tutti insieme una giornata. E così può capitare che l’esercizio più emozionante, anche se imperfetto, possa essere il taiji al ventaglio fatto dagli anziani dell’Università della Terza età di Modena oppure i combattimenti dei bambini con la loro energia travolgente…

Personalmente ho partecipato alla giornata di Domenica iniziando con l’esibizione di tutte le scuole di Daoyin Italia. E’ stato uno spettacolo d’effetto perchè  una sessantina di persone,  tutte vestite allo stesso modo hanno eseguito insieme lo stesso esercizio, in molti casi senza nemmeno conoscersi. Infatti ognuno l’aveva studiato nelle proprie palestre senza incontrarsi fino alla mattina stessa, ma rivedendo video e foto, questo non si nota… anzi sembra frutto di tante prove… Peccato solo che eravamo in una palestra: se fossimo stati in una delle tante belle piazze storiche italiane o in un parco naturale, l’effetto sarebbe stato ancora più bello.

Poi ho partecipato con la mia scuola alla gara nella nostra categoria. Tensione, nervosismo ma anche la consapevolezza di aver fatto un sacco di prove. Due mesi di lezioni dedicate a questi 6 minuti, con prove extra (che mi hanno anche tenuto assente dai blog) cercando di far collimare gli orari di tutti, invadendo i locali della nostra palestra, dando noia alle altre attività, provando perfino nei corridoi e nella stanza della segreteria… Di sicuro qualcuno ci avrà pure odiato, con la nostra musica a palla mentre nella stanza accanto l’insegnante di yoga faceva meditazione. Però ne è valsa la pena visto che, contro ogni previsione,  siamo arrivati… Primi!

Vi lascio con alcune foto che ho scattato col telefonino dopo la nostra esibizione, mentre aspettavamo le premiazioni (cliccando sopra si ingrandiscono). Logicamente non sono ne’ di qualità ne’ esaustive della manifestazione… Per video e foto migliori vi rimando alla Pagina Ufficiale Facebook dell’evento…

4° Taiji e Daoyin Qigong Festival a Nonantola (Mo).

Locandina 4° Taiji e Daoyin Qigong Festival

Locandina 4° Taiji e Daoyin Qigong Festival

Sabato 25 e Domenica 26 Febbraio 2017, presso il PalaPiccinini in via Mazzini a Nonantola (Mo) si terrà il 4° Taiji e Daoyin Festival, con seminari, stage, gare ed esibizioni di Taijiquan, Daoyin Yangsheng Gong, Qi gong e Tuishou. Tra le tante manifestazioni dedicate al Wushu che si svolgono in tutta Italia, questa è l’unica che ha come protagonisti principali il Daoyin e il Taijiquan. All’edizione del 2016 hanno preso parte 170 atleti di 20 differenti società sportive in rappresentanza di 6 regioni italiane.

Questo è il programma dell’edizione 2017:

SABATO 25 Febbraio ore 15.30 – 19.00
Seminario di  Daoyin Yangsheng gong – “Forma per drenare il Fegato e favorire la Cistifellea” tenuto dal maestro Fabio Smolari, allievo diretto del Prof. Zhang Guangde dell’Università di Educazione Fisica di Pechino.
DOMENICA 26 Febbraio ore 9.00 – 18.00
Esibizioni e Gare di Gruppo e in Singolo di Taijiquan, Daoyin Qigong, Tuishou.

Qui sotto metto un video di Taijiquan Chen dell’edizione 2016 trovato su youtube… Ne avrei degli altri ma purtroppo, dopo aver fatto diversi tentativi, non riesco a condividere qui su WordPress i video provenienti da Facebook (…sono graditi eventuali consigli su come fare)

seminario

Occidentali’s karma.

Avete presente quelle bottigliette in plastica col tappo azzurro a forma di Madonna con dentro l’acqua di Lourdes? Se una quindicina d’anni fa mi avessero detto che la mia cattolicissima mamma, sul cassettone di camera, avrebbe messo a far compagnia alla suddetta Madonna una statuetta di Ganesh non ci avrei creduto. E, se non l’avessi vista con i miei occhi venti giorni fa, non avrei nemmeno creduto che la mia mamma, logicamente con i suoi tempi e aiutandosi un po’ col muro, a 83 anni fosse in grado di fare e tenere la candela (sarvangasana) per poi rialzarsi da sola dal tappetino… Potere dello yoga!

Quattro anni fa, quando iniziai ad andare in palestra per fare compagnia a mia moglie, non avrei mai creduto nemmeno che io mi sarei appassionato di quella ginnastica medica cinese dove sembra che uno non faccia mai niente ma che alla fine ti fa star bene… E mi sarei buttato via dal ridere al solo pensiero che nel 2017 oltre alla ginnastica mi sarei messo a studiare anche la filosofia e la medicina tradizionale cinese,  col fine di sostenere diversi esami e forse in futuro diventare un istruttore di quella ginnastica… Potere del daoyin!

Insomma, se Francesco Gabbani voleva prendere in giro i borghesotti occidentali flashati dall’Oriente,  con me e mia mamma ha fatto pieno centro! E sinceramente essere presi per il culo in modo  così divertente è anche piacevole. Ma tutto ciò, come farebbe intuire Gabbani nella sua canzone, è forse un peccato che ci fa tornare allo stato scimmiesco, in una sorta di involuzione culturale?

E’ logico che mia mamma non ha mai letto la Bhagavadgītā (e forse ne ignora anche l’esistenza) e che anch’io faccio una gran confusione in quel poco che conosco, di taoismo, confucianesimo e buddismo. Però quello che facciamo ci piace, ci fa star bene ed è comunque uno stimolo ad imparare cose nuove e a confrontarsi con altre culture. E se grazie allo yoga o al daoyin si riesce ad essere più sereni e anche più in salute, che male c’è? E’ più scimmiesco rilassarsi con una asana o con un Prozac? E’ più evoluto tenere a bada la pressione con le pasticchette delle multinazionali del farmaco o (finchè si può) con i dodici minuti della forma del cuore del daoyin? E se la sapienza millenaria di antiche culture orientali potesse coesistere con la scienza moderna? Magari con quella ricerca scientifica che non è schiava del profitto ad ogni costo?

Il mondo ormai si è fatto piccolo, le culture si incontrano e le persone si incuriosiscono a vicenda. L’insegnante cinese con cui feci un corso nel 2015 ringraziò noi occidentali per la  forza di volontà che mettiamo nel voler praticare un’attività di cui conosciamo poco, dicendoci che tutto ciò con la globalizzazione è diventato reciproco, come quando i cinesi cercano di capire  e rivivere il Natale e  le altre tradizioni occidentali. Caro Gabbani, come cinese io sono ridicolo e improbabile  al pari di quell’imprenditore di Pechino immortalato dal TG2 anni fa, che, dovendo produrre dei presepi, si sbagliò e al posto della Madonna mise Biancaneve accanto a San Giuseppe. Però preferisco essere un improbabile cinese piuttosto che uno yankee  trumpiano!  … Namasté Alé!

p.s. Mia suocera, coetanea di mia mamma e  il cui hobby è ascoltare p. Livio Fanzaga, se la metti in terra su un tappetino, per rialzarsi deve chiamare i pompieri… Potere di Radio Maria!

Buon Anno del Gallo a tutti!

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Foto “Han Meilin Year of the Rooster stamps” by ink stone – Flickr

Sabato prossimo, in patria ma anche in molte parti del mondo, i cinesi festeggeranno il loro Capodanno. Il calendario cinese è di tipo lunisolare, cioè il suo inizio è variabile in base al primo novilunio dell’anno e perciò la data del capodanno varia di anno in anno, in un giorno che può andare dal 21 gennaio al 19 di Febbraio.  Se volete partecipare ai festeggiamenti dovete sapere che durano ben quindici giorni: dalla vigilia del Capodanno il 27 Gennaio fino alla Festa delle delle Lanterne che, l’11 Febbraio chiuderà le festività.

Anche in Italia le comunità cinesi festeggeranno il Capodanno con eventi che si terranno in questo periodo.  Vi metto alcune date che  ho trovato in rete e che magari aggiornerò nei prossimi giorni:

  • Ferrara – Venerdì 27 Gennaio  ore 20.30 – Ristorante Yama Via Modena 7 (con lotteria cinese pro-terremotati d Amatrice)
  • Milano – Sabato 28 Gennaio – Viale Gramsci e Via Paolo Sarpi dalle 14.00 in poi
  • Padova – Sabato 28 Gennaio – Piazza Garibaldi, Galleria Cavour, Sala della Gran guardia, Centro Culturale Altinate/San Gaetano – Dalle 14.00 alle 21.00
  • Pisa – Sabato 28 Gennaio – Stazione Leopolda – dalle ore 15.00
  • Macerata – Sabato 28 Gennaio – Piazza Annessione e Piazza Mazzini – dalle ore 16.00
  • Roma – Sabato 28 Gennaio – Quartiere Esquilino – Via del Corso e Piazza del Popolo
  • Genova – Sabato 28 Gennaio – Il Sorriso Francescano in via Edoardo San Giovanni Battista Riboli 20 ore 15.30 – 19.30
  • Napoli – Domenica 29 Gennaio – Rotonda Diaz – dalle 11.00 alle 14.00
  • Montecatini Terme – Giovedì 9 Febbraio – Teatro Verdi
  • Prato – Sabato 11 Febbraio dalle 9.00 alle 18.00 al Macrolotto 1 – Domenica 12 Febbraio dalle ore 9.30 alle 13.00 Macrolotto zero e centro storico.

Come forse già sapete il 2017, secondo l’oroscopo cinese, sarà l’anno del Gallo. Ad essere precisi sarà l’anno del Gallo di Fuoco perchè dovete sapere che i 12 segni dello Zodiaco Cinese (Topo, Bufalo, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane,  Maiale) si combinano anche con i 5 elementi (Legno, Fuoco, Terra,  Metallo, Acqua) per cui se gli animali dei segni si ripetono ogni 12 anni le combinazioni elementi-animali fanno si che lo stesso animale-elemento si ripresenti ogni 60 anni. Se siete curiosi di scoprire il vostro segno potete consultare il calendario astrologico cinese su Wikipedia tenendo conto che se siete nati nei mesi di Gennaio e di Febbraio dovete controllare la data esatta del plenilunio del vostro anno di nascita. Se siete nati prima della luna nuova fate parte del segno zodiacale dell’anno precedente…

Foto "chop" by Lena (ideogramma del Gallo)- Flickr

Foto “chop” by Lena (ideogramma del Gallo)- Flickr

Grazie indiani e cinesi di esistere e non essere…

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Foto “XXI Century” by Christian Lagat – flickr

Quando scrivo un post, soprattutto relativo a benessere e salute, cerco di documentarmi a dovere cercando su diversi siti e fonti, per non scrivere castronerie ed essere smentito dal primo che passa su queste pagine… (o almeno mi sforzo di scriverne il meno possibile).

Quando ho scritto il post sulla Neti lota  mi sono documentato su diversi siti e ho guardato molti  video da tutto il mondo di gente che si faceva il lavaggio nasale.  Chi si piegava prima da un lato chi dall’altro, chi si soffiava il naso più forte, chi più piano, chi faceva le acrobazie per soffiarsi il naso e così via… Dall’India (dove questa pratica è nata) al resto del mondo, pur con le dovute differenze, i video si assomigliavano tutti: le persone scaldavano l’acqua, la mettevano nella neti lota, ci aggiungevano il sale (chi più chi meno) lo mescolavano e poi si lavavano le narici.

C’era solo un paese dove i video erano diversi. Le persone al posto dell’acqua di rubinetto usavano delle soluzioni fisiologiche o delle apposite confezioni di acqua distillata, sia in bottiglia che monodosi. E anche il sale che non era del semplice sale integrale: usavano dei barattoli di sali creati appositamente per il lavaggio nasale, oppure delle bustine monodose. A quelle latitudini il business non era, come nel resto del mondo, venderti la neti lota in ceramica una tantum, ma fidelizzarti alle varie ditte per venderti a peso d’oro, e  per il resto della vita, la loro acqua e le loro bustine di sale. Addirittura mi è capitato di leggere le istruzioni di una neti pot di un’azienda dove si diceva che l’uso di sale o di soluzione fisiologica, diversi da quelli in dotazione, poteva portare ad infezioni anche mortali (e portavano un articolo di giornale a testimonianza).

Com’è intuibile quel paese sono gli Stati Uniti d’America e la cosa è confermata anche dal mio insegnante di Daoyin che ogni tanto ci ricorda: «Per praticare il Daoyin vi serve solo un buon insegnante, il vostro corpo e un qualsiasi abito comodo. Ma soprattutto ringraziare che il Daoyin l’hanno inventato i cinesi perchè se l’avessero inventato gli americani voi avreste dovuto comprare: pantaloni da Daoyin, maglie da Daoyin, scarpe da Daoyin, borsa da Daoyin e magari perfino calzini e mutande da Daoyin…»

Grazie indiani e cinesi di esistere e non essere… AMMERICANI!!!!

Il Qigong – Daoyin negli scritti di Tiziano Terzani.

[…] Per migliorare la loro capacità di resistenza, i novizi facevano esercizi di Qigong, un sistema di respirazione profonda e controllata inteso ad esercitare la forza di volontà e a far giungere a certe parti dimenticate del corpo le «energie vitali». […]

Tratto dal libro “La porta proibita” di Tiziano Terzani (Longanesi 1984). Capitolo 11 «Ottimo per l’individuo, ottimo per la patria. La rinascita delle arti marziali.»

Buon Natale a tutti!!!!

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Foto “Happy Christmas!” by Sandrine Néel – flickr

Come ho già scritto nell’altro mio blog  mi scuso con tutti i lettori  e amici per non essere passato a farvi gli auguri sui vostri blog ma, oltre ai consueti impegni pre-natalizi, è da quattro giorni che sto lottando con l’influenza e ho fatto di tutto per non passare a letto almeno il giorno di oggi. Spero di passare nei blog di tutti nei prossimi giorni…

Buon Natale a tutti gli amici del blog e alle loro famiglie!

 

Un altro oggetto misterioso.

Foto "La mia Neti lota" by lascimmiabiaca.wordpress.com

Foto “La mia Neti lota” by lascimmiabiaca.wordpress.com

Oggi vi presento un altro oggetto misterioso. La prima volta che l’ho fatta vedere a casa mi è stato detto che poteva essere una lampada di Aladino oppure una piccola teiera (ma giusto da mezza tazza di the…). In realtà è un oggetto usato nella medicina ayurvedica che si chiama neti lota (neti pot in inglese) e serve per la pratica dello jala neti, ovvero per il lavaggio delle cavità nasali.

In pratica si riempie la lota di acqua tiepida (più o meno alla temperatura del corpo umano) nella quale si è sciolto del sale marino integrale. Le indicazioni sono di un cucchiaino raso di sale ogni 500 ml, per cui per una lota come quella nella foto si usa mezzo cucchiaino scarso. Il sale integrale può essere marino oppure anche di miniera (tipo sale rosa dell’Himalaya) con l’avvertenza di non usare il sale integrato con altri componenti, come il sale iodato.

A questo punto si porta la testa sul lavandino, si inclina su un lato e si inserisce il beccuccio nella narice superiore. Se la posizione è corretta (e giuro che si impara subito) l’acqua scorrerà nelle cavità nasali e uscirà regolarmente dall’altra narice. Versata metà dell’acqua si cambia narice e si ripete l’operazione dall’altro lato. Logicamente, mentre versiamo l’acqua dovremo respirare dalla bocca. Al termine basta soffiarsi il naso per bene ma delicatamente (senza fare troppa pressione) per far uscire l’acqua residua con le ultime impurità. Io è da un mese circa che pratico tutti i giorni questo lavaggio del naso e devo dire che ne trovo molti benefici.

Lo jala neti è indicato in caso di raffreddore, sinusiti, riniti allergiche, rinorrea, alitosi, mal di gola e tosse ma anche semplicemente per liberare il naso dalle polveri inquinanti e dagli allergeni che avete respirato nella giornata. Come conseguenza della liberazione delle cavità nasali pare che aumenti anche il senso del gusto e dell’olfatto. Le avvertenze allegate alla mia neti lota dicono che in caso di raffreddore si può ripetere l’operazione fino a 4 volte al giorno. Le uniche controindicazioni serie, in cui è bene non eseguire la pulizia, sono nel caso epistassi cronica o di ferite all’interno del naso. Per il resto se dovesse bruciarvi un po’ il naso vuol semplicemente dire che avete esagerato un po’ con la dose di sale o con la temperatura dell’acqua… In due o tre volte si impara a dosare tutto e ad assumere la posizione giusta.

Oltre ai benefici elencati sopra, questa operazione è molto utilizzata da chi pratica Hata Yoga, Daoyin e Qi Gong perchè è proprio dalle narici, attraverso la respirazione profonda, che si assume il soffio dell’energia vitale  che alimenta il corpo (“prana” per lo yoga e “qi” per daoyin e qi gong).

Vi lascio con un video in italiano che ho trovato su youtube dove potrete vedere quanto è semplice il lavaggio nasale.  Con tanti ringraziamenti all’autore del video.

Il Daoyin nell’opera di Zhuāngzǐ

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Foto “Chinese kraanvogel (Grus japonensis) in Hokkaido, Japan” by Martha de Jong-Lantink – Flickr

In questo post vi ho parlato della prima testimonianza per immagini del Daoyin. Oggi vi presento invece la prima testimonianza scritta sul Daoyin che si trova nel Zhuāngzǐ, testo taoista del IV-II sec. a.C. Zhuāngzǐ è sia il nome del libro che quello del suo autore, un filosofo cinese vissuto nel periodo dei Regni combattenti che va dal 453 a.C. al 221 a.C. Come per molti testi antichi lo Zhuāngzǐ contiene sia testi del filosofo stesso che di altri autori successivi, suoi discepoli o comunque della sua scuola.

Il testo, diviso in 33 capitoli che prendono nome dalla prima parola del capitolo (Keyi nel nostro caso), è un’insieme di aneddoti e storielle che analizzano in modo critico la società cinese del tempo e ne traggono insegnamenti filosofici. In particolare vengono presi di mira coloro che, secondo i canoni dell’epoca, si comportavano “bene”, per spronarli a fare meglio o per indicarne le ipocrisie.  Riguardo al Daoyin Zhuāngzǐ scrive la frase sottostante che molti studiosi ritengono scritta fra il IV e il III sec. a.C. e che quindi potrebbe essere scritta proprio dal filosofo in persona:

Soffiando, inalando, espirando ed aspirando, espellono il vecchio per assorbire il nuovo. Si scrollano come gli orsi e si stirano come gli uccelli. Fanno ciò per prolungare la vita, sono gli adepti del Daoyin, gente che nutre la propria forma emulando Peng il vegliardo.
(Zhuangzi, Keyi)

La prima cosa che salta in mente è l’uso di ben 4 vocaboli (soffiando, inalando, espirando ed aspirando) per indicare la respirazione che nel Daoyin è molto importante e serve, non solo a ricambiare l’aria, ma appunto ad assorbire il qi nuovo e ad espellere il vecchio. La respirazione aiuta anche  la concentrazione e dona il ritmo agli esercizi, associando i vari movimenti alle fasi di inspirazione e espirazione e, in alcuni casi, accompagnandoli anche dall’emissione di suoni.

Segue una frase sugli esercizi fisici che fanno muovere il corpo ad imitazione degli animali. Anche nel Daoyin moderno molte forme prendono il nome da animali che si stirano, si acquattano, nuotano, volano, fanno il nido. Galli, fenici, gru, tigri, elefanti, rinoceronti, pesci, oche, draghi, rondini, serpenti, ci sono proprio tutti, …tranne gli orsi che si scrollano di cui parla Zhuāngzǐ (o almeno io in 3 anni di pratica non ho mai incontrato un movimento da orso). In effetti c’è un dibattito su questo “scrollarsi”: c’è chi pensa che si tratti del dondolio con cui gli orsi si muovono quando camminano, chi invece pensa all’abitudine di alcune razze di orsi di appendersi con le zampe anteriori ai rami degli alberi per dondolarsi. Ma forse è soltanto l’atto di raggomitolarsi degli orsi che,  da un certo punto di vista, sarebbe proprio il movimento contrario a quello degli uccelli che si stirano.

Infine l’ultimo riferimento è a Peng il vegliardo  (Peng zu) e al nutrire la propria forma (ovvero il proprio corpo) per prolungare la vita.  Nella letteratura cinese e in molte attività di medicina tradizionale, arti marziali e ginnastiche c’è spesso il riferimento ai vegliardi, definiti anche come “immortali”. In particolare le leggende taoiste riferiscono che Peng zu sia vissuto 800 anni, abbia avuto 100 mogli e sia anche oggi considerato quasi come un santo. In realtà pare che nella Cina antica un anno corrispondesse a 60 giorni e che quindi gli 800 anni di Peng zu siano molti di meno (circa 130). I vegliardi pertanto non sarebbero persone che non muoiono mai o supereroi: erano più banalmente delle persone che praticando daoyin, arti marziali, meditazione  riuscivano a vivere molto più a lungo degli altri! In fondo, se in un paese in cui magari l’età media è di 40 anni, trovi qualcuno che supera i 100 anni, forse non è del tutto sbagliato definirlo un “Immortale”…

"Peng zu, il vegliardo" foto tratta dal sito dell'Ente di Turismo di Pechino

“Peng zu, il vegliardo” foto tratta dal sito dell’Ente di Turismo di Pechino