Buon Ferragosto!!!!

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Foto “The witness of sunset” by MD. Hasibul Haque Sakib – flickr

La scimmia bianca augura un Buon Ferragosto a tutti gli amici/lettori del blog! Che questo periodo di ferie porti a tutti voi e alle vostre famiglie, riposo, energie e la consapevolezza necessaria per affrontare la nuova stagione che inizierà fra poche settimane!

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Michael Phelps, la coppettazione e la stampa italiana.

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Foto “Natação – Michael Phelps /EUA” by Ministerio do Esporte Brasil – Flickr

Se state seguendo le olimpiadi vi sarà capitato di leggere o sentire più di un commento sul campione Michael Phelps e sull’uso della tecnica della coppettazione, testimoniata dalle macchie circolari sulle spalle con cui si è presentato alle gare. In questo post non tratterò l’uso della coppettazione, per due motivi: primo perchè non ho le competenze tecniche e sanitarie per parlarne con cognizione di causa e secondo perchè, essendo chiusa per ferie la palestra che frequento, non posso chiedere notizie di prima mano al medico naturopata che lì pratica la coppettazione, il tuina e altre metodiche della medicina tradizionale cinese.

Invece di copiare-incollare quello che scrive wikipedia sulla coppettazione, mi limiterò a raccontare come la stampa italiana ha narrato questa storia basandomi su una serie di articoli letti in questi giorni sui siti di Repubblica, Corriere, la Stampa, Wired, la Gazzetta.

L’articolo “medio” apparso sui giornali segue più o meno questo schema: inizia facendo notare le macchie sul corpo di Michael Phelps, descrive che si tratta di un metodo facente parte della medicina tradizionale cinese e in due righe chiude la questione. Qualcuno fa un approfondimento da premio Pulitzer aggiungendo mezza riga in cui scrive che lo scopo sarebbe “rimuovere il ristagno del qi nei muscoli”. Poi tutti virano sul Gossip raccontando che questa tecnica è diventata una moda negli Usa col nome di “cupping”, con tanto di la lista di vip, attori  e modelle che ne farebbero uso, con Nicole Kidman in testa su tutti! La conclusione di quasi tutti gli articoli riporta che è un metodo su cui non ci sono basi scientifiche da considerarsi come un placebo.

Insomma, in poche righe i nostri giornalisti ottengono il doppio risultato di distruggere 3.000 anni di medicina tradizionale cinese e di far apparire Michael Phelps come un credulone che si affida ad un metodo inutile!

Vorrei a questo punto soffermarmi proprio su Michael Phelps giusto per ricordare che è l’atleta con più titoli olimpici al mondo avendo collezionato, ad oggi,  27 medaglie olimpiche (22 ori, 3 argenti e 2 bronzi) a cui vanno aggiunte 33 medaglie ai mondiali di nuoto e 21 medaglie ai Giochi Panpacifci. Insomma non è proprio l’ultimo atleta arrivato dal Katanga che pratica la coppettazione perchè glielo ha detto lo stregone del villaggio, anzi è la punta di diamante della squadra degli Stati Uniti d’America, che credo debba essere piuttosto avanzata sia come metodiche di allenamento che di tecnologie sanitarie. Due giorni fa sentivo alla radio che Phelps si allena nuotando sei ore al giorno per sei giorni su sette ed ha un regime alimentare da oltre 10.000 calorie. Insomma è un macchina da guerra che mi immagino sia seguita da decine di medici, tecnici e fisioterapisti tutti preparati e aggiornatissimi.

La domanda che avrebbero dovuto porsi tutti i giornalisti è “Perchè, con tutte le terapie mediche, farmacologiche e fisioterapiche ultramoderne a disposizione di Phelps e del team di specialisti che lo segue, tutti loro abbiano scelto un metodo tanto antico come la coppettazione? E quali benefici Phelps ne trae?”

Io non ho una risposta però faccio un’ultima considerazione: «Se Alex Schwazer avesse usato la medicina tradizionale cinese, anzichè l’eritropoietina ricombinante e il testosterone esogeno, forse avrebbe potuto marciare all’Olimpiade di Rio…»

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Foto “cups” by Avery – flickr

La Daoyin tu.

Chi si interessa di Daoyin Yangsheng Gong,  Qi-gong o medicina tradizionale cinese prima o poi si imbatte in questa immagine che potete osservare anche come sfondo di questo blog e che si può ritrovare, riprodotta in varie forme e colori, anche in molti volantini e siti internet  sugli stessi argomenti.

daoyin - foto tratta da Internet

daoyin – foto tratta da Internet

L’immagine che vedete è in realtà la ricostruzione della Daoyin tu (mappa del Daoyin), ovvero di un reperto archeologico del 168 avanti Cristo scoperto nel 1973, che potete vedere nella foto sottostante.

Daoyin carta del 168 A.C.

Daoyin carta del 168 A.C. – da wikimedia.com

In una delle bare nella tomba del re Ma (168 a.C.) gli archeologi che stavano scavando presso la città di Changsha (capoluogo della provincia dello Hunan) trovarono un pezzo di seta arrotolato, delle dimensioni di circa 50 cm x 100 cm. In esso 44 figure alte circa 9-12 cm e disposte in quattro file, riproducono altrettante posizioni del Daoyin, ginnastica-medica già diffusa in Cina dal 3° secolo avanti Cristo. Ogni figura ha la sua didascalia e nella parte destra della mappa c’è una descrizione dettagliata degli esercizi e delle disfunzioni che dovrebbero curare. In pratica si potrebbe definire come il primo “libro” al mondo dedicato alla ginnastica e al benessere.

Si tratta di movimenti molto simili a quelli che si ritrovano anche nel Daoyin moderno e che comprendono: posizioni statiche (tipo stretching), posizioni dinamiche (piegamenti, flessioni, rotazioni e torsioni), esercizi di respirazione e automassaggi effettuati in piedi, seduti e sdraiati. Come del Daoyin moderno i nomi degli esercizi prendono spunto dagli animali come il lupo, l’oca, il falco, il dragone, il gatto, il leone, le gru, l’orso, la scimmia, etc… Invece le malattie riportate nella mappa del Daoyin pare che comprendano: reni, cuore, artrosi, ginocchia, lombaggini, reumatismi, disturbi gastrici e del fegato, ansia e perfino flatulenza.

Lo studio della mappa ha anche evidenziato delle caratteristiche di tipo sociologico. Infatti nelle 44 figure vi sono sia uomini che donne, sia giovani che anziani, che persone di ceti sociali differenti (riconosciute in base agli abiti): dalle persone comuni ai dignitari. Insomma un reperto antico ma, a suo modo, anche moderno…

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Per correttezza vi informo che questo articolo era già stato pubblicato originariamente a Febbraio 2015 nell’altro mio blog unpodimondo.wordpress.com a questo indirizzo

Un oggetto misterioso.

Nettalingua ayurvedico - foto trovata su internet

Nettalingua ayurvedico – foto trovata su internet

Quando ero piccolo e la mattina non mi sentivo troppo bene mia madre mi faceva tirare fuori la lingua, osservava la patina sopra e talvolta esclamava: «Hai la lingua carica!» Cosa volesse dire quel termine “carica” ancora non lo so, ma già allora sapevo che aveva a che fare con l’indigestione e che quindi mi aspettavano un paio di giorni di dieta in bianco e niente “troiai” come dolci o cioccolate… Si trattava di una medicina popolare che le nostre mamme e nonne hanno usato fino al dopoguerra, che poi è stata totalmente abbandonata a favore dei farmaci e che per assurdo noi riscopriamo adesso grazie alle medicine orientali.

L’oggetto misterioso nella foto in alto proviene dalla medicina ayurvedica, è un nettalingua e serve proprio per togliere la patina, formata principalmente da batteri, che durante la notte si accumula sulla lingua. Quello della patina è uno dei vari modi che il nostro organismo usa per disintossicarsi e perciò è utile, la mattina appena alzati, prima di bere o mangiare, passare questo raschietto sulla lingua con una piccola pressione, partendo dal fondo fino alla punta. Questa piccola forma di igiene pulisce la lingua, rimuove le tossine e i batteri accumulati, aumenta la secrezione di saliva e rende più sensibili le papille gustative.

Il raschietto, che va ben pulito e sciacquato in ogni passaggio, può essere fatto in acciaio inox oppure in rame. Quello tradizionale indiano è in rame ma ha la controindicazione che si ossida e quindi necessita di essere lavato spesso con aceto e sale, mentre quello in acciaio inox  non ha questo problema e quindi si può tranquillamente sciacquare con l’acqua, asciugare e riporre (io infatti uso questo da più di un anno).

Sfogliando un libro su questi argomenti, ho scoperto che la medicina ayurvedica usa la lingua e soprattutto la distribuzione e la colorazione della patina che si forma su di essa come metodo diagnostico  per scoprire altre malattie, basandosi sulla riflessologia che vede tutti gli organi del corpo riflessi sulla lingua, secondo la mappa sottostante.  E’ un argomento curioso e sicuramente da approfondire.

Riflessologia lingua - immagine trovata su Internet

Riflessologia lingua – immagine trovata su Internet