Quando la pratica degli esercizi cambia la postura.

Nei giorni scorsi stavo scambiando con lally23 alcuni commenti sotto al post di Maggio 2017  “Daoyin, Taijiquan, Yoga sono davvero rilassanti? Risposta ad Aida millecento…” Rileggendo gli altri commenti mi sono accorto che avevo promesso ad Aida un altro post su come gli esercizi possono modificare la postura e indurre una maggiore consapevolezza. Mi scuso, ma mi ero proprio dimenticato. Far aspettare quasi un anno per un post non è ne’ educato ne’ elegante ma in questo caso è stato provvidenziale perchè in questi mesi ho studiato molto e posso dare una risposta un po’ più completa…

Nello sport occidentale il risultato degli sforzi  è dato da quante vasche di nuoto fai, dal numero di flessioni che sopporti,  da quanti km riesci a correre e a che velocità… Cioè più “quantità” fai, più il corpo si scolpisce, più dimagrisci, più veloce vai, etc… In tutto ciò la mente è di supporto, cioè è quella che ti spinge a fare quella flessione in più quando stai per crollare, a stringere i denti quando vuoi fare un km di corsa più veloce dei precedenti, e così via.

Nelle discipline orientali (parlo per il daoyin  – qi gong ma anche nelle altre è simile) gli esercizi sono delle sequenze di movimenti, chiamate di solito “forme”, da imparare a memoria e da ripetere.  Lo scopo dell’esercizio  non è arrivare prima o più in alto o essere più forte, ma farlo sempre meglio per raggiungere una maggiore perfezione e avvicinarsi per quanto possibile ai maestri. Tenuto conto che nelle discipline orientali la persona è vista tutt’una come corpo, mente ed energia, migliorare la qualità dell’esecuzione dell’esercizio significa migliorare anche la postura, la respirazione e la concentrazione mentale.

Cerco di spiegarmi banalizzando un po’. Poniamo che in un esercizio vada alzato un braccio. All’inizio alzi il braccio meccanicamente, successivamente scopri che il movimento deve partire dalla spalla per poi continuare con gomito e polso. Poi scopri che nel movimento le articolazioni devono essere rilassate, che il gomito deve essere rivolto verso il basso e la mano deve stare di taglio. Poi scopri che mentre alzi il braccio devi inspirare e quando lo abbassi espirare e contemporaneamente con lo sguardo devi seguire la punta della dita.  Successivamente scopri che il movimento del braccio deve armonizzarsi col movimento di una gamba o del bacino. Infine scopri che, mentre alzi il braccio, la mente deve essere rilassata ma contemporaneamente concentrata su un punto specifico dell’agopuntura e che magari devi anche contrarre o rilassare l’ano.  Inizialmente alzavi un braccio meccanicamente, quasi come un burattino, alla fine fai un gesto armonico e rilassato sul quale concentri anche la mente  e la respirazione…

Se aggiungiamo che specialmente nel daoyin le forme sono state create basandosi sulle teorie della medicina tradizionale cinese, lo scopo della sequenza dei movimenti è proprio quello di stimolare la circolazione energetica nei meridiani legati ai vari organi (cuore, stomaco, reni, muscoli, fegato, polmoni, etc..) per migliorare la salute e allo stesso tempo rilassare la mente. Tutto ciò avviene tramite  piegamenti, torsioni, flessioni ma anche con la concentrazione mentale e  agendo sui punti dell’agopuntura con pressioni, massaggi, piccoli colpi, etc…

E’ una costruzione che sembra complicata me che in realtà si acquisisce piano piano, ripetizione dopo ripetizione. A dirlo sembra difficile ma alla fine diventa semplice e ti fa stare piacevolmente bene… O meglio, come dicono i maestri cinesi, diventa “naturale”  dove per “naturale” intendono “quello che il tuo corpo e la tua mente naturalmente necessitavano per il proprio benessere“. Non saprei spiegare bene il concetto, cerco di farlo con un paragone: immaginate di essere in viaggio, di avere degli imprevisti, tanto che non vedete l’ora di tornare a casa, infilare la chiave nella porta per buttarsi sul divano e rilassarsi. Ecco il corpo è in viaggio con i suoi contrattempi di posture errate, abitudini scorrette e stress. La ripetizione dell’esercizio è quella chiave che apre la porta e in modo naturale “ci riporta a casa”… ovvero ad una nuova postura, una migliore propriocezione e consapevolezza del proprio corpo e, come conseguenza ci fa ritrovare contemporaneamente rilassati, dimagriti e tonici.

ATTENZIONE: IMPORTANTE.
Logicamente alle persone che vanno in palestra  non è chiesto di conoscere la Medicina Tradizionale Cinese. Agli insegnanti e istruttori è invece chiesto di avere delle conoscenze di base col solo scopo di insegnare correttamente gli esercizi e per rispondere alle eventuali domande degli allievi. Insomma a nessuno (nemmeno a chi insegna) è chiesto di diventare un medico cinese, ma solo di far bene gli esercizi e divertirsi!

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Giusto per fare un esempio nel primo video si vede il maestro Zhang Guangde che esegue l’esercizio daoyin dei 49 movimenti, mentre in quello sottostante lo stesso maestro spiega lo stesso esercizio mostrando tutti i punti dell’agopuntura coinvolti. Pur non capendo le parole (l’audio è in cinese) anche dalle sole immagini si intuisce come, dietro ad ogni movimento, c’è uno studio profondo: non a caso il prof. Zhang Guandge è stato (adesso è in pensione) uno dei più importanti professori dell’Università dello Sport di Pechino.

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