La scimmia bianca trasloca…

E’ dallo scorso Dicembre che non trovate aggiornamenti su questo blog… Eppure ce ne sarebbero state cose da dire: eventi, novità, notizie… Come mai tutta questa assenza?  Semplicemente stavo lavorando ad un sito completamente nuovo che continuasse questa esperienza de “La scimmia bianca”…

Il lavoro è ancora in corso e il sito è un cantiere dove tutto è  ancora molto provvisorio.  Nonostante ciò la scimmia bianca … trasloca e queste pagine non verranno più aggiornate. Se il viaggio fatto fin qui vi è piaciuto e volete continuare a seguirmi, da questa settimana mi trovate a questo indirizzo:

http://www.marcomaiani.net

Nel nuovo sito ci sono ancora problemi, rispetto a qui mancano ancora alcuni servizi, per questo vi chiedo un po’ di pazienza e anche un piccolo aiuto. Se nella consultazione trovate qualcosa che non funziona, fatemelo sapere che piano piano ci metterò mano…

Grazie a tutti!!! Per chi vuole ci vediamo di là… e a tutti quanti… Buona Vita!

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Meridiani e Religioni.

San Francesco riceve le stimmate - Lubiana chiesa de francescani - Foto by lascimmiabianca.wordpress.com

San Francesco riceve le stimmate – Lubiana chiesa dei francescani – Foto by lascimmiabianca.wordpress.com

Il daoyin e molte pratiche olistiche o discipline sportive che attingono alla Medicina Tradizionale Cinese si basano sulla circolazione dell’energia vitale (qi) nei meridiani, ognuno dei quali è percorso da una serie di punti che possono essere stimolati tramite la ginnastica, la digitopressione, i massaggi  o l’agopuntura. Tali pratiche, pur non (ancora) provate scientificamente, apportano dei benefici in molte persone tanto che difficilmente si possono liquidare come banali suggestioni… Basta chiedere a chi ha appena fatto una seduta di shiatsu o di tuina.

Nel daoyin, mentre si fanno i movimenti della ginnastica, si immagina con la mente l’energia vitale che circola nel corpo o che assorbiamo dall’esterno attraverso determinati punti dell’agopuntura,  come il laogong (palmo delle mani – punto 8 del meridiano del pericardio) o lo yongquan (pianta dei piedi – punto 1 del meridiano del rene). Saranno anche suggestioni ma, se una persona è particolarmente concentrata e rilassata, si dice che possa sentire il “qi” che circola. Ad esempio nel laogong alcuni sostengono di sentire un formicolio, un intorpidimento, un “pizzicorino”… altri addirittura usano il termine “friggere”…

Tali pensieri mi sono tornati in mente  tempo fa quando, mettendo a posto le foto di alcuni viaggi mi sono imbattuto in quella che apre l’articolo. Sarà un caso, ma quelle che secondo la chiesa sarebbero le stimmate, avvengono proprio nei punti laogong delle mani e yongquan dei piedi. E così m’è partito un pensiero strano…  E se l’esperienza mistica delle stimmate, invece di rappresentare i segni della crocifissione di Gesù, fosse un’espressione potente della circolazione del  qi? In fondo molti studiosi e scienziati mettono in dubbio che la posizione delle stimmate possa essere compatibile con le crocifissioni: se la posizione dei piedi appare attendibile, su quella delle mani ci sono molte perplessità. Il palmo della mano non avrebbe potuto reggere il peso del corpo senza strapparsi, per cui molti pensano che i chiodi dovevano essere infissi più in basso, tra radio, ulna e carpo (se volete approfondire potete leggere qui).

Tutte queste mie considerazioni strampalate,  alla “Kazzenger di Giacobbo/Crozza”, sarebbero rimaste nella mia mente e non le avrei mai pubblicate,  se non mi fossi imbattuto nel libro “Digitopressione in 40 punti” e in vari articoli e video dello spagnolo Alejandro Lorente, che passa in rassegna i vari punti su cui praticare la digitopressione e, oltre a svelarne i benefici, ne racconta delle curiosità, alcune delle quali legate alle religioni…

Oltre ad idee simili alle mie sulle stimmate, Alejandro Lorente si focalizza su alcuni punti come ad esempio i laogong. In quante religioni si prega a mani giunte unendo i laogong fra di loro? E in quanti riti si prega aprendo i palmi delle mani e quindi mostrando i  laogong? E nei mudra induisti, quel collegare il pollice con le altre dita non è un collegare i vari meridiani? Giusto per fare un esempio il Chin e il Gyana Mudra (unione pollice e indice) non uniscono il meridiano del polmone con quello dell’intestino crasso, come facciamo spesso anche nel daoyin?

Foto tratte da Pixabay -rielaborazione lascimmiabianca.wordpress.com

Foto tratte da Pixabay – rielaborazione lascimmiabianca.wordpress.com

Ma la cosa più curiosa che fa Alejandro Lorente  è analizzare il segno della croce, che con forme differenti, è eseguito da: cattolici, ortodossi, luterani, metodisti e anglicani. Quando si recita “In nome del Padre” si porta la mano alla fronte  toccando quello che è il punto Yintang (fuori meridiano – dantian superiore). Poi, recitando “nel nome del Figlio”, si porta la mano al petto sopra il punto 17 di vasoconcezione (shanzhong – dantian centrale) che tra l’altro è lo stesso punto i cui i cristiani si battono petto quando recitano il “mea culpa”. Quando si dice “e dello Spirito Santo” si porta la mano alle spalle, toccando da entrambe i lati,  il punto Zhongfu ovvero il primo punto del meridiano del polmone ma soprattutto il primo punto di tutto il ciclo di circolazione dell’energia vitale. Infine si congiungono le mani unendo i punti laogong di cui abbiamo già parlato… E se i cattolici si segnano usando il palmo intero, gli ortodossi uniscono le dita pollice, indice e medio, unendo i meridiani polmone, intestino crasso e pericardio…

Saranno tutte coincidenze? Saranno solo suggestioni? … Chissà…

Un traguardo? No, una tappa…

Foto by Antonika - Pixabay

Foto by Antonika – Pixabay

Lo scorso 20 Maggio, dopo due anni di studio e 4 esami teorico/pratici, mi sono diplomato Istruttore di Daoyin Yangsheggong. Aldilà della qualifica  è stata in primo luogo una sfida con me stesso, iniziata con tanta passione e una bella dose di incoscienza. A più di 50 anni rimettersi sui libri per studiare materie mai affrontate prima come la Medicina Tradizionale Cinese, su cui si basa tutto il Daoyin, era davvero una scommessa. E lo era anche imparare i vari esercizi alla perfezione per poi rifarli, alla fine di ogni quadrimestre,  davanti alla commissione d’esame…

Più volte ho pensato di non farcela e di mollare tutto, non tanto per lo studio che facevo  e faccio molto volentieri e con passione, ma soprattutto per l’ansia (direi quasi il terrore) che mi assaliva nei giorni degli esami. Avete presente quella sensazione, dopo aver studiato e provato tanto, di arrivare davanti ai fogli del compito e non ricordarsi niente? Oppure di dover eseguire un esercizio ginnico lungo 16 minuti, a ritmo di musica, con le gambe che tremano come foglie e il cuore all’impazzata?    Ho scoperto che, almeno nel mio caso, la frase “gli esami non finiscono mai” va integrata con… “e con l’aumentare dell’età, aumenta esponenzialmente anche l’ansia…”.

La mia famiglia ha condiviso tutto questo percorso. Inizialmente con un po’ di scetticismo: «Ma che ci vai a fare? Non ti basta frequentare i corsi in palestra come allievo? Non vorrai mica insegnare?» Poi, via via che andavo avanti, han visto tutto l’impegno e la passione che ci mettevo e da scettici si sono trasformati quasi in… tifosi (suocera compresa). Nel frattempo hanno subito: libri, fogli e quaderni pieni di appunti sparsi per la casa e stanze trasformate in “micropalestre”, spostando tappeti e mobili per consentirmi di fare pratica… Per non parlare del livello di  sopportazione richiesto per la ripetizione all’infinito dell’audio che accompagna gli esercizi: musichette etniche orientali con la voce guida degli esercizi in cinese…

Ma siccome alle passioni non si comanda, quello che fino a poche settimane fa sembrava un traguardo difficile da raggiungere, oggi è solo la prima tappa di un percorso molto più lungo, perchè in queste discipline c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare e da perfezionare. Alla fine, quando scopri che il benessere coincide con eseguire gli esercizi sempre meglio, ti accorgi che sei di fronte a un traguardo che si sposta sempre in avanti… un’asticella che ogni volta che la superi si alza di 1 cm verso il cielo… Ma che soddisfazione, aver superato quel centimetro e mettersi a studiare con più grinta per quello successivo!

Anche se ho fatto tutto ciò principalmente per conoscenza personale, ora che sono abilitato a  insegnare, non mi dispiacerebbe farlo, giusto per mettermi alla prova e vedere se sono capace… Quindi, se abitate o capitate a Firenze e dintorni (o se siete un gruppo sportivo o una palestra), e  volete qualche lezione o corso non avete che da chiedere, tramite la pagina dei contatti del blog o tramite una email all’indirizzo (togliete le parentesi quadre) lascimmiabiancablog[@]gmail.com. E se organizzate eventi di beneficenza e volete all’interno di questi una lezione gratuita di Daoyin, parliamone insieme! Compatibilmente con impegni lavorativi e familiari, sono disponibile!

Marco

p.s. per tutto ciò devo ringraziare:

  • Fabio, presidente della “DaoYin Italia – Istituto Italiano Zhang Guangde”, ma soprattutto formatore di tutti gli istruttori italiani di Daoyin.
  • I miei insegnanti di Daoyin e Taijiquan dell’Istituto Wushu città di Firenze: Manuela, Giuseppe, M.Cristina.
  • Le mie compagne e compagni di corso con cui ho condiviso questa avventura!
  • Mia moglie e mia figlia che mi hanno supportato e …sopportato!

Quando la pratica degli esercizi cambia la postura.

Nei giorni scorsi stavo scambiando con lally23 alcuni commenti sotto al post di Maggio 2017  “Daoyin, Taijiquan, Yoga sono davvero rilassanti? Risposta ad Aida millecento…” Rileggendo gli altri commenti mi sono accorto che avevo promesso ad Aida un altro post su come gli esercizi possono modificare la postura e indurre una maggiore consapevolezza. Mi scuso, ma mi ero proprio dimenticato. Far aspettare quasi un anno per un post non è ne’ educato ne’ elegante ma in questo caso è stato provvidenziale perchè in questi mesi ho studiato molto e posso dare una risposta un po’ più completa…

Nello sport occidentale il risultato degli sforzi  è dato da quante vasche di nuoto fai, dal numero di flessioni che sopporti,  da quanti km riesci a correre e a che velocità… Cioè più “quantità” fai, più il corpo si scolpisce, più dimagrisci, più veloce vai, etc… In tutto ciò la mente è di supporto, cioè è quella che ti spinge a fare quella flessione in più quando stai per crollare, a stringere i denti quando vuoi fare un km di corsa più veloce dei precedenti, e così via.

Nelle discipline orientali (parlo per il daoyin  – qi gong ma anche nelle altre è simile) gli esercizi sono delle sequenze di movimenti, chiamate di solito “forme”, da imparare a memoria e da ripetere.  Lo scopo dell’esercizio  non è arrivare prima o più in alto o essere più forte, ma farlo sempre meglio per raggiungere una maggiore perfezione e avvicinarsi per quanto possibile ai maestri. Tenuto conto che nelle discipline orientali la persona è vista tutt’una come corpo, mente ed energia, migliorare la qualità dell’esecuzione dell’esercizio significa migliorare anche la postura, la respirazione e la concentrazione mentale.

Cerco di spiegarmi banalizzando un po’. Poniamo che in un esercizio vada alzato un braccio. All’inizio alzi il braccio meccanicamente, successivamente scopri che il movimento deve partire dalla spalla per poi continuare con gomito e polso. Poi scopri che nel movimento le articolazioni devono essere rilassate, che il gomito deve essere rivolto verso il basso e la mano deve stare di taglio. Poi scopri che mentre alzi il braccio devi inspirare e quando lo abbassi espirare e contemporaneamente con lo sguardo devi seguire la punta della dita.  Successivamente scopri che il movimento del braccio deve armonizzarsi col movimento di una gamba o del bacino. Infine scopri che, mentre alzi il braccio, la mente deve essere rilassata ma contemporaneamente concentrata su un punto specifico dell’agopuntura e che magari devi anche contrarre o rilassare l’ano.  Inizialmente alzavi un braccio meccanicamente, quasi come un burattino, alla fine fai un gesto armonico e rilassato sul quale concentri anche la mente  e la respirazione…

Se aggiungiamo che specialmente nel daoyin le forme sono state create basandosi sulle teorie della medicina tradizionale cinese, lo scopo della sequenza dei movimenti è proprio quello di stimolare la circolazione energetica nei meridiani legati ai vari organi (cuore, stomaco, reni, muscoli, fegato, polmoni, etc..) per migliorare la salute e allo stesso tempo rilassare la mente. Tutto ciò avviene tramite  piegamenti, torsioni, flessioni ma anche con la concentrazione mentale e  agendo sui punti dell’agopuntura con pressioni, massaggi, piccoli colpi, etc…

E’ una costruzione che sembra complicata me che in realtà si acquisisce piano piano, ripetizione dopo ripetizione. A dirlo sembra difficile ma alla fine diventa semplice e ti fa stare piacevolmente bene… O meglio, come dicono i maestri cinesi, diventa “naturale”  dove per “naturale” intendono “quello che il tuo corpo e la tua mente naturalmente necessitavano per il proprio benessere“. Non saprei spiegare bene il concetto, cerco di farlo con un paragone: immaginate di essere in viaggio, di avere degli imprevisti, tanto che non vedete l’ora di tornare a casa, infilare la chiave nella porta per buttarsi sul divano e rilassarsi. Ecco il corpo è in viaggio con i suoi contrattempi di posture errate, abitudini scorrette e stress. La ripetizione dell’esercizio è quella chiave che apre la porta e in modo naturale “ci riporta a casa”… ovvero ad una nuova postura, una migliore propriocezione e consapevolezza del proprio corpo e, come conseguenza ci fa ritrovare contemporaneamente rilassati, dimagriti e tonici.

ATTENZIONE: IMPORTANTE.
Logicamente alle persone che vanno in palestra  non è chiesto di conoscere la Medicina Tradizionale Cinese. Agli insegnanti e istruttori è invece chiesto di avere delle conoscenze di base col solo scopo di insegnare correttamente gli esercizi e per rispondere alle eventuali domande degli allievi. Insomma a nessuno (nemmeno a chi insegna) è chiesto di diventare un medico cinese, ma solo di far bene gli esercizi e divertirsi!

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Giusto per fare un esempio nel primo video si vede il maestro Zhang Guangde che esegue l’esercizio daoyin dei 49 movimenti, mentre in quello sottostante lo stesso maestro spiega lo stesso esercizio mostrando tutti i punti dell’agopuntura coinvolti. Pur non capendo le parole (l’audio è in cinese) anche dalle sole immagini si intuisce come, dietro ad ogni movimento, c’è uno studio profondo: non a caso il prof. Zhang Guandge è stato (adesso è in pensione) uno dei più importanti professori dell’Università dello Sport di Pechino.

Il Dantian.

Foto

Foto “Qigong exercise to treat pain in the small intestine Wellcome L0038898.jpg” by Wellcome Library, London and Wikipedia

Il primo elemento di fisiologia, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, che imparano le persone che si avvicinano al Daoyin è il Dantian. Ogni forma (ovvero ogni sequenza di esercizi) di Daoyin inizia ponendo la mano sinistra sul Dantian e la mano destra sopra la sinistra e termina, per gli uomini allo stesso modo, mentre le donne invertono le mani (destra sotto e sinistra  sopra). Le mani si posizionano circa 3 cm sotto l’ombelico in quello che i cinesi chiamano “il campo di cinabro” (Dan = Cinabro, Tian = Campo) e che è il luogo dove si concentra e viene conservato il qi, ovvero l’energia vitale che poi si muove in tutto il corpo attraverso i meridiani e i punti di agopuntura. In realtà i Dantian secondo la medicina cinese sarebbero 3:  quello sotto l’ombelico, che è il più importante,  è considerato il Dantian inferiore. Esiste poi il Dantian medio, nel centro del torace all’altezza del cuore e il Dantian superiore che si trova tra le sopracciglia al centro della fronte.

Tutte le pratiche che hanno a che fare con la medicina tradizionale cinese, sono basate sul Dantian: dalla tranquilla meditazione al daoyin e qi gong, passando per il taijiquan, finendo poi per le arti marziali, anche quelle molto più “movimentate”… Tutto ciò perchè il Dantian, quale centro di raccolta e irradiazione del qi,  ha contemporaneamente due differenti significati. Da un lato è un il punto in cui si deve concentrare la mente durante la meditazione, oppure quando dobbiamo controllare la respirazione e più in generale nelle pratiche, sia statiche che dinamiche, in cui si deve controllare dall’interno la propria postura.  Dall’altro lato è l’origine di tutti i movimenti che partono per l’appunto proprio dal Dantian: potrei fare molti esempi presi dalle arti marziali orientali ma mi piace ricordare che perfino Danny Dreyer, ultramaratoneta e inventore del metodo “Chi Running”, sostiene che i movimenti della corsa non nascono dalle gambe ma dal Dantian.

Se ci spostiamo dalla Cina all’India possiamo scoprire che ai tre Dantian corrispondono altrettanti Chakra: al Dantian inferiore il 2° Chakra (Svadhisthana), al Dantian mediano il 4° Chakra (Anahata) e al Dantian superiore il 6° Chakra (Ajna). E se agli altri 4 Chakra non corrisponde un Dantian è semplicemente perchè  nelle relative zone la medicina cinese, prevede alcuni dei punti di agopuntura più importanti di tutto il corpo umano. E se infine pensiamo che, dove i cinesi ritengono che si concentri l’energia vitale (qi), gli indiani ritengono che si concentri il prana ci accorgiamo che cambiano i nomi ma alla fine la fisiologia è molto simile.

Per concludere è giusto dare anche un occhio alla fisiologia e alla medicina convenzionali. Che il dantian sia il centro di tutti i movimenti è naturale essendo quella zona il baricentro di tutto il corpo umano, tanto che nella terminologia occidentale si parla della stessa area come del “core“. Quante volte nelle palestre avete sentito dire che per il benessere di tutto il corpo e soprattutto per la schiena, serve la Core Stability? E come si ottiene questa stabilità se non allenando tutti i muscoli dell’area addome, anche, pelvi e schiena, come facciamo negli esercizi del Daoyin? Più difficile e complicato è invece trovare una corrispondenza nella medicina occidentale di quello che può essere considerato come il campo di raccolta del qi o del prana. Se chi pratica yoga o daoyin non si pone il problema perchè semplicemente immagina col pensiero di muovere queste energie, qualche medico (che pratica sia medicina convenzionale che cinese o ayurvedica) tenta di dare delle spiegazioni teoriche, non ancora provate empiricamente. Un medico che ho sentito una volta in una conferenza tentava di spiegare tutto ciò con le nuove teorie sull’intestino come secondo cervello, in particolare con le reazioni chimiche e ormonali che avverrebbero a livello di microbioma intestinale. Ma qui mi fermo perchè non ho assolutamente le conoscenze per trattare l’argomento. Chi ne sa più di me  può sbizzarrirsi nei commenti….

Oriental Garden per Oxfam a Firenze.

Foto tratta dal sito di Oxfam Italia.

Foto tratta dal sito di Oxfam Italia.

Ci sono occasioni che sono assolutamente PERFETTE e una di queste è sicuramente la 5° Edizione di Oriental Garden a favore di Oxfam Italia che si terrà Sabato 17 Giugno 2017 a Firenze  dalle 10.00 alle 19.00 presso il Giardino Torrigiani.

Perchè perfetta?

  • Perchè consente di partecipare a prezzi veramente equi a un sacco di sessioni individuali e/o di gruppo di attività olistiche per il proprio benessere: dallo yoga, al taiji, dalla riflessologia plantare ai bagni di gong, dalla digitopressione ai fiori di Bach e così via.
  • Perchè i proventi vanno tutti a favore dei progetti di Solidarietà di Oxfam per la giustizia e l’uguaglianza nel mondo e quindi mentre uno fa del bene a se stesso contemporaneamente fa del bene al mondo.
  • Perchè l’evento si svolge in uno dei luoghi più sconosciuti e più belli di Firenze. Il giardino Torrigiani, il più grande giardino privato d’Europa fra quelli ubicati nei centri urbani. Luogo che viene aperto al pubblico proprio per questa occasione.

Il costo per partecipare a tutte le sessioni di gruppo è di soli 10€. I trattamenti singoli invece costano 5€ l’uno, tranne i massaggi che costano 10€ l’uno. E’ necessario portare il proprio materassino personale ed è consigliato prenotare in anticipo  i trattamenti individuali ai seguenti recapiti: 0553220895 – firenze@oxfam.it – Durante la giornata sarà possibile mangiare cibo equo e solidale di Fairmenti.

Questo il programma della giornata:

Sessioni di gruppo

  • 10.00 – 13.00 – Yoga Kundalini (ogni 45’) – Anukalana Yoga (ogni 60’) – Yoga in volo (ogni 30’)
  • 10.00 – 11.00 – Meditazione andina – Vinyasa Yoga
  • 10.30 – 11.30 – Europa Power Yoga
  • 11.00 – 12.30 – Shakti Dance – BK Yoga – Laboratorio di counseling espressivo – Hatha, Ashtanga e Shivananda Yoga – Taijiquan
  • 11.30 – 12.30 – Pilates
  • 12.00 – 13.00 – Laboratorio creativo di bioenergetica
  • 13.30 – 14.30 – Meditazione Andina
  • 14.00 – 15.00 – Taijiquan
  • 14.00 – 14.30 – Meditazione
  • 15.00 – 18.00 – Yoga Kundalini (ogni 45’) – Yoga in Volo
  • 15.00 – 16.30 – Shakti Dance – Iyengar Yoga – BK Yoga
  • 15.30 – 16.10 – Pilates
  • 16.00 – 17.00 – Gestus Yoga
  • 16.30 – 18.00 – Hatha Yoga
  • 17.00 – 18.00 – Laboratorio creativo di bioenergetica – Chakra Yoga
  • 18.15 – 19.15 – Bagno di Gong

Sessioni individuali

10.00 – 13.00 – Trattamenti (5€ l’uno) – Consulenza di naturopatia (ogni 20’) – Cristalloterapia (ogni 20’) – Fiori di Bach (ogni 20’) – Jin Schin Do digito pressione (ogni 30’) – Numerologia del carattere (ogni 20’)- Reiki (ogni 20’ con 3 postazioni) – Richiamo dei sogni (ogni 20’ con 2 postazioni) – Riequilibrio energetico-emotivo (ogni 20’ con 2 postazioni) – Riflessologia plantare (ogni 30’ con 3 postazioni) – Trattamenti Olistici (ogni 20’) -Trattamento con campane tibetane (ogni 20’) – Trattamento cranio sacrale (ogni 30’ con 2 postazioni)

10.00 – 13.00 – Massaggi (10€ l’uno)  – Massaggio Ayurvedico (ogni 30’ con 4 postazioni) – Massaggio di armonizzazione corporea (ogni 30’ con 3 postazioni) – Massaggio energetico Quaqoy (ogni 30’) – Massaggio Inca (ogni 30’) – Massaggio Shiatsu (ogni 30’ con 5 postazioni) – Massaggio tradizionale thailandese (ogni 30’)

15.00 – 18.00 – Trattamenti (5€ l’uno) –  Antiche terapie essene (ogni 20’) – Consulenza di naturopatia (ogni 20’) – Costellazioni (ogni 20’) – Counseling del benessere (ogni 20’) – Cristalloterapia (ogni 20’) – Jin Schin Do digito pressione (ogni 30’) – Numerologia del carattere (ogni 20’) – Reiki (ogni 20’ con 3 postazioni) – Richiamo dei sogni (ogni 20’ con 2 postazioni) – Riequilibrio energetico-emotivo (ogni 20’ con 2 postazioni) – Riflessologia plantare (ogni 30’ con 2 postazioni) – Trattamenti Olistici (ogni 20’) – Trattamento con campane tibetane (ogni 20’) – Trattamento cranio sacrale (ogni 30’) – Trattamento cranio sacrale (ogni 30’ con 2 postazioni)

15.00 – 18.00 – Massaggi (10€ l’uno) – Massaggio a quattro mani (ogni 30’) – Massaggio Ayurvedico (ogni 30’ con 3 postazioni) – Massaggio di armonizzazione corporea (ogni 30’ con 3 postazioni) – Massaggio energetico riequilibrante (ogni 30’) – Massaggio Inca (ogni 30’) – Massaggio Shiatsu (ogni 30’ con 4 postazioni) – Massaggio sonoro (ogni 30’) – Massaggio tradizionale thailandese (ogni 30’ con 3 postazioni) – Massaggio Tuina (ogni 30’)

Torna a Firenze Csen in Harmonia.

Locandina Csen in Harmonia

Locandina Csen in Harmonia

Sabato 10 e Domenica 11 Giugno torna a Firenze il Festival Csen in Harmonia.  Dalle 10.00 alle 20.00 di entrambe i giorni il Parco di Villa Vogel diventerà lo scenario dove vedere, provare, assistere a centinaia di sport e pratiche olistiche per il benessere personale, il tutto ad ingresso libero!

L’elenco delle attività è lunghissimo: dallo Yoga ai Massaggi, dalle Campane tibetane al Daoyin, dal Feng Shui al Taijiquan e così via, tra esibizioni, prove, conferenze e seminari. Potete leggere il programma delle attività principali a questo link oppure seguire la pagina facebook dell’evento. Oltre agli eventi citati nel programma, che si svolgono nelle aree centrali del Festival, ogni associazione ha un suo spazio nel parco e quindi continuerà le proprie attività anche presso il proprio stand, per tutta la durata della manifestazione.

Visto che su questo blog vi ho raccontanto spesso che pratico Daoyin e del Taijiquan, se qualcuno volesse vedere di cosa si tratta l’appuntamento è Sabato 10 e Domenica 11 alle 18.30 presso l’Area attività e per tutta la durata del Festival c/o lo stand dell’Istituto di Wushu della città di Firenze.

Le foto che avevo fatto durante l’edizione del 2016

Il video ufficiale che in tre minuti sintetizza tutta l’edizione del 2016…

Il Daoyin nell’opera di Zhuāngzǐ

Foto

Foto “Chinese kraanvogel (Grus japonensis) in Hokkaido, Japan” by Martha de Jong-Lantink – Flickr

In questo post vi ho parlato della prima testimonianza per immagini del Daoyin. Oggi vi presento invece la prima testimonianza scritta sul Daoyin che si trova nel Zhuāngzǐ, testo taoista del IV-II sec. a.C. Zhuāngzǐ è sia il nome del libro che quello del suo autore, un filosofo cinese vissuto nel periodo dei Regni combattenti che va dal 453 a.C. al 221 a.C. Come per molti testi antichi lo Zhuāngzǐ contiene sia testi del filosofo stesso che di altri autori successivi, suoi discepoli o comunque della sua scuola.

Il testo, diviso in 33 capitoli che prendono nome dalla prima parola del capitolo (Keyi nel nostro caso), è un’insieme di aneddoti e storielle che analizzano in modo critico la società cinese del tempo e ne traggono insegnamenti filosofici. In particolare vengono presi di mira coloro che, secondo i canoni dell’epoca, si comportavano “bene”, per spronarli a fare meglio o per indicarne le ipocrisie.  Riguardo al Daoyin Zhuāngzǐ scrive la frase sottostante che molti studiosi ritengono scritta fra il IV e il III sec. a.C. e che quindi potrebbe essere scritta proprio dal filosofo in persona:

Soffiando, inalando, espirando ed aspirando, espellono il vecchio per assorbire il nuovo. Si scrollano come gli orsi e si stirano come gli uccelli. Fanno ciò per prolungare la vita, sono gli adepti del Daoyin, gente che nutre la propria forma emulando Peng il vegliardo.
(Zhuangzi, Keyi)

La prima cosa che salta in mente è l’uso di ben 4 vocaboli (soffiando, inalando, espirando ed aspirando) per indicare la respirazione che nel Daoyin è molto importante e serve, non solo a ricambiare l’aria, ma appunto ad assorbire il qi nuovo e ad espellere il vecchio. La respirazione aiuta anche  la concentrazione e dona il ritmo agli esercizi, associando i vari movimenti alle fasi di inspirazione e espirazione e, in alcuni casi, accompagnandoli anche dall’emissione di suoni.

Segue una frase sugli esercizi fisici che fanno muovere il corpo ad imitazione degli animali. Anche nel Daoyin moderno molte forme prendono il nome da animali che si stirano, si acquattano, nuotano, volano, fanno il nido. Galli, fenici, gru, tigri, elefanti, rinoceronti, pesci, oche, draghi, rondini, serpenti, ci sono proprio tutti, …tranne gli orsi che si scrollano di cui parla Zhuāngzǐ (o almeno io in 3 anni di pratica non ho mai incontrato un movimento da orso). In effetti c’è un dibattito su questo “scrollarsi”: c’è chi pensa che si tratti del dondolio con cui gli orsi si muovono quando camminano, chi invece pensa all’abitudine di alcune razze di orsi di appendersi con le zampe anteriori ai rami degli alberi per dondolarsi. Ma forse è soltanto l’atto di raggomitolarsi degli orsi che,  da un certo punto di vista, sarebbe proprio il movimento contrario a quello degli uccelli che si stirano.

Infine l’ultimo riferimento è a Peng il vegliardo  (Peng zu) e al nutrire la propria forma (ovvero il proprio corpo) per prolungare la vita.  Nella letteratura cinese e in molte attività di medicina tradizionale, arti marziali e ginnastiche c’è spesso il riferimento ai vegliardi, definiti anche come “immortali”. In particolare le leggende taoiste riferiscono che Peng zu sia vissuto 800 anni, abbia avuto 100 mogli e sia anche oggi considerato quasi come un santo. In realtà pare che nella Cina antica un anno corrispondesse a 60 giorni e che quindi gli 800 anni di Peng zu siano molti di meno (circa 130). I vegliardi pertanto non sarebbero persone che non muoiono mai o supereroi: erano più banalmente delle persone che praticando daoyin, arti marziali, meditazione  riuscivano a vivere molto più a lungo degli altri! In fondo, se in un paese in cui magari l’età media è di 40 anni, trovi qualcuno che supera i 100 anni, forse non è del tutto sbagliato definirlo un “Immortale”…

"Peng zu, il vegliardo" foto tratta dal sito dell'Ente di Turismo di Pechino

“Peng zu, il vegliardo” foto tratta dal sito dell’Ente di Turismo di Pechino

Niente da pettinare? Pettinatevi lo stesso…

Foto

Foto “Nothing to Comb…” by David Weekly – flickr

Quando ero adolescente (ormai più di trenta anni fa) passò un periodo in cui avevo una bella capigliatura lunga in stile Jackson Browne. All’epoca prendevo in giro mio padre che, nonostante i pochi capelli rimasti, come tutti i maschi della sua generazione, continuava ad usare in pubblico il classico pettinino che portava nella tasca sinistra dei pantaloni, nemmeno fosse John Travolta in Grease!

Adesso che sono io ad avere pochi capelli e così corti che non necessitano di nessun tipo di piega o spazzola, scopro che una bella pettinata tre volte al giorno fa solo bene alla salute.  Infatti, secondo la medicina tradizionale cinese, nella testa convergono i 12 meridiani principali e sono presenti oltre 40 punti di agopuntura, dei quali almeno 12 possono essere premuti semplicemente con i polpastrelli (acupressione) o stimolati con un pettine .

Darsi tre belle pettinate di almeno due minuti o 100 colpi di spazzola,  la mattina, a metà giornata e poi prima di andare a letto, pare che sblocchi l’energia nei meridiani con tutta una serie di effetti positivi.  Questa abitudine, se protratta nel tempo con continuità, secondo la medicina tradizionale cinese  ridurrebbe l’affaticamento, l’insonnia, le emicranie, la nevralgia del trigemino, favorirebbe la circolazione sanguigna, il metabolismo e affinerebbe perfino la memoria, la vista e l’udito. Insomma si rallenterebbe l’invecchiamento, si dormirebbe meglio  e  la mente sarebbe più energica e più sveglia.

Addirittura in un post ho letto che, secondo alcuni, le tre pettinate eviterebbero anche l’imbiancamento dei capelli e aumenterebbero l’appetito. Ecco, di tutti questi benefici, l’unico di cui proprio non ho bisogno è l’aumento dell’appetito!  Comunque nel dubbio vado a darmi una spazzolata, evitando al ritorno di passare davanti al frigo…

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Foto “acupuncture guy” by Andrew Miller – flickr

Cosa sono il Daoyin Yangsheng gong e il Qi gong.

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Foto “Daoyin technique to cures luggish digestion” tratta da Wikimedia

Qi gong e Daoyin Yangsheng gong (spesso abbreviato in Daoyin) sono due sinonimi che indicano la stessa ginnastica medica cinese.  Dei due termini il più antico è “Daoyin” ma nei vari periodi e contesti storici sono stati usati alternativamente, un po’ come noi possiamo usare indifferentemente le parole “gioco” o “sport” (posso dire il gioco del tennis o lo sport del tennis). In Occidente è più famoso il termine Qi gong semplicemente perchè ha avuto un maggiore successo “editoriale”, cioè sono usciti più libri, video e scuole con questo nome.

Il significato dei due termini è simile:

  • QI GONG è composto da QI = ENERGIA e GONG= GUIDARE, ESERCIZIO, ABILITA’
  • DAOYIN YANGSHENG GONG è è composto da DAO = GUIDARE, DISTENDERE, YIN = ALL’INTERNO DEL CORPO, YANGSHENG = IL NUTRIMENTO VITALE, GONG = GUIDARE, ESERCIZIO, ABILITA’

Riassumendo si può dire che il significato è, più o meno questo: “guidare il qi all’interno del corpo per distenderlo e indurre una cura“. Ed in effetti storicamente il Daoyin nasce come uno dei metodi che la medicina cinese usa per nutrire l’energia vitale e che sono: agopuntura, massaggi, moxibustione, farmacopea fitoterapica, dieta alimentare e appunto daoyin.

Pur essendo la stessa cosa, Daoyin e Qi gong si sono evoluti in molte scuole e, un po’ come accade anche nello yoga, quasi ogni maestro ha creato la sua variante. Come mi raccontava una mia insegnante, partendo tutte dalla stessa base comune, in Cina è possibile trovare oltre 450 differenti scuole di Daoyin.

Quella che io sto praticando imparando, è appunto la Daoyin Yangsheng gong del professor Zhang Guangde dell’Università di Pechino ma di questo ne parlerò prossimamente.

Il video dei 12 metodi del Daoyin Yangsheng Gong